Dopo la manifestazione pacifica di almeno 5 mila persone infuriate per il caro-tasse comunali l’opposizione torna all’attacco di Tenuta

Come si legge in una nota congiunta “pur nel rispetto delle diversità che esistono tra i due partiti di minoranza in consiglio comunale, le deficienze dell’amministrazione rappresentano il filo conduttore che ci lega soprattutto allo scopo di tutelare gli interessi della collettività acrese. Siamo sicuri che il sindaco avrebbe voluto trovarsi di fronte un’opposizione inerte, considerata la fatica quotidiana per compattare la sua eterogenea maggioranza sempre più in bilico Siamo quel partito unico di opposizione che in più occasioni pubbliche ha rimarcato l’incapacità di questa Giunta ad occuparsi concretamente dei problemi che attanagliano la cittadinanza chiedendone l’integrale azzeramento”.
Una risposta forse anche alle polemiche dei Cinque Stelle cittadini che rivendicavano la primogenitura di certe denunce. Pd e Udc vanno avanti: “Vile è stato l’atteggiamento del sindaco che dinanzi ad una manifestazione democratica e legittima ha preferito non farsi trovare in Comune giustificando la sua assenza con presunti impegni istituzionali o professionali. Vile altresì sarebbe l’atteggiamento del sindaco e del presidente del consiglio comunale qualora non dovessero essere accolte le legittime richieste di un consiglio comunale aperto, da più parti formulate, per dare voce a chi ha pacificamente manifestato su questioni che riguardano la vita di tutti i cittadini”.
Quindi la soluzione potrebbe essere una sola: le dimissioni di Tenuta, chieste a gran voce il 19 febbraio scorso da tutti quelli che hanno manifestato.
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