Ha detto addio al mondo, BB King, morto ieri 14 maggio nella sua casa a Las Vegas, dopo essere stato in vita la “leggenda del blues”
89 anni, vissuti con la grinta di chi nasce per divenire una stella. Come quella che porta il suo nome sull’Hollywood Boulevard. Non è facile raccontare una leggenda, ma si fa presto a capire quanto calzante fosse per lui, quell’appellativo.

Aveva ricevuto molto dalla vita, come se il “tanto” fosse quasi indispensabile per lui. Tanti figli – 15 per la precisione – avuti da 15 donne diverse, due matrimoni, 15 grammy vinti, una medaglia d’onore ricevuta nel 2006 dal presidente degli Stati Uniti.
E poi quel talento, indispensabile per divenire “the King”, eppure indossato con la sfacciataggine di chi sa sempre come sorprendersi. Una carriera lunghissima alle spalle, 50 lunghi anni nei quali non ha solo incantato il suo pubblico ma è stato anche fonte di ispirazione per tante generazioni di chitarristi. E c’è stato anche chi ha incominciato a suonare la chitarra, ascoltando BB King, ed oggi piange il suo mito.
Ed il primo aggettivo che ti viene in mente, quando pensi al “suo” blues, è “elegante” e non puoi far a meno di sentirti avvolgere dal calore del suono della sua chitarra, mentre ti incanta senza mai essere banale, considerato anche che la sua fama nel mondo non è mai diminuita.
Malgrado le tante donne della sua vita, l’unica alla quale fu davvero fedele fu “Lucille”, la sua chitarra, una ES-355TD-SV nera della Gibson. Basti pensare che nel lontano 1949 BB King, rischiò di perdere la vita, per salvare la sua chitarra, mentre si trovava in un locale dove due uomini, litigando per una donna che si chiamava “Lucille”, diedero fuoco al locale e lui sfidò le fiamme pur di non rinunciare ad essa.
Quella chitarra che BB King regalò poi a Papa Giovanni II, durante il concerto di Natale, quando Sua Santità volle incontrare il Re del blues.
Lucille è anche una canzone di BB King, appartenente all’album omonimo, la cui copertina ne mostra il dorso, ritraendola molto romanticamente e con una passione degna di una “signora”.
La canzone è parlata, mentre lui stesso spiega i sentimenti che prova per lei e quelli che lei fa provare a lui tramite il tatto, l’udito e le palpitazioni di cuore che il chitarrista del Mississipi, fa poi vivere all’ascoltatore, durante quei 10 minuti di tocchi di tasti, note…e corde.
Questa canzone è la confessione d’amore tra due innamorati che camminano lungo il viale che affianca la via centrale del paese in un giorno di festa, lontana dal frastuono e dalla gente, ma mai troppo da non sentire l’aria gioiosa.
La gioia gli apparteneva. BB King era un musicista simpatico, eclettico, uno che sin da ragazzino lavorava nei campi di cotone dal lunedì al sabato e che nel fine settimana andava all’angolo delle strade della città a fare musica. Lo racconta lui stesso in una intervista: “se cantavo il gospel, la gente applaudiva, ma non mi lasciava nulla, ma quando ho incominciato a fare il blues, mi regalavano una birra, mi lasciavano una mancia, e riuscivo anche ad alzare 60 dollari”.
Da allora non ha smesso più, ha fatto carriera … e che carriera!
89 anni vissuti al massimo del suo talento e dei suoi desideri, come quello di far ritorno a casa pochi giorni fa, dopo essere stato ricoverato in ospedale lo scorso 30 aprile, per delle complicazioni, derivanti da una patologia che lo affliggeva ormai da due anni.
“Voglio morire nel mio letto”.
E così sia.
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