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olio calabrese

L’ olio calabrese diventa più forte in Europa

Con il Progetto Olio-Più più spazio alla qualità, ad una mappatura degli oli calabresi di eccellenza ma anche agli impianti da cui ricavare biogas

 olio calabreseIl workshop conclusivo ospitato giovedì al Parco Ecolandia di Arghillà ha dato il via alla seconda fase del Progetto Olio-Più con il quale la Calabria vuole essere motore di una rivoluzione che coinvolga tutti i produttori e le filiere del settore nel mediterraneo.
Un progetto finanziato dal Ministero dell’Istruzione e realizzato da un conzorzio pubblico-privato composto dal Conasco, dal CNR-Istituto per la Tecnologia delle membrane, dal Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, dal CRA-Oli di Rende, da Isolab Reggio Calabria, Centro Analisi Biochimiche di Rizziconi, Olearia San Giorgio (San Giorgio Morgeto RC), con la collaborazione di Tecnoalimenti e dal Dipartimento Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna.
Ci si lavora da tre anni, con ricerche e prove tecniche sul campo che prevede oltre alla realizzazione di una mappatura degli oli d’oliva di eccellenza anche la creazione di impianti con i quali ricavare biogas dalle acque reflue e sistemi di recupero dagli scarti di lavorazione. Come conferma Domenico Cambareri (Conasco) “abbiamo l’obiettivo di promuovere la qualità, innovare, superare la frontiera tecnologica per essere sempre più competitivi”. La strada è quella di individuare le caratteristiche migliori delle varietà nostrane, catalogarle associando ad ogni tipo un opportuno ecosistema olivicolo, creare prodotti assolutamente unici, anche per garantire la salute dei consumatori.
Così attraverso il Progetto Olio-più è stato sperimentato un kit diagnostico rapido, creato da Isolab Reggio Calabria. Accanto a questo c’è l’introduzione di un innovativo macchinario in grado di ottenere biogas dalle acque di lavorazione, sperimentato dal CRA-OLI di Rende. Tutti progetti che hanno convinto anche un ospite illustre come Jean Louis Barjol, direttore esecutivo del Consiglio Oleicolo Internazionale che ha sede a Madrid: “L’olio calabrese, più in generale l’olio italiano, è pronto alla sfida del mercato estero. La qualità del prodotto, il confezionamento e le strategie commerciali intraprese negli ultimi anni consentiranno un passo in avanti decisivo”.

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