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Mauro D'Acri

Agromafie, D’Acri: “In Calabria un bando per riqualifica dei beni confiscati”

Il Consigliere Regionale illustra l’impegno della Regione a sostegno di un’agricoltura sociale e solidale per combattere il business criminale sull’agroalimentare

Un business da 16 miliardi di euro solo nel 2015: è questo il quadro che emerge dal IV Rapporto sui crimini agroalimentari in Italia che è stato elaborato da Eurispes, Coldiretti e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.

Il Consigliere Regionale Mauro D'Acri parla del rapporto sulle agromafie
Mauro D’Acri

Una situazione allarmante, come ha affermato lo stesso Ministro della Giustizia, Andrea Orlando: “I numeri del fatturato delle agromafie mi preoccupano molto, l’anno scorso infatti in questa sede assumemmo l’impegno di avviare lavoro per innovare la normativa su questo fronte. Questo lavoro ormai è in dirittura d’arrivo”. Il ministro ha spiegato: “Ci stiamo confrontando con gli stakeholder per le ultime limature e poi proporrò un ddl complessivo con il ministro Martina per rafforzare gli strumenti di contrasto in questo senso, intrecciandola ad un’altra normativa che e’ quella per il contrasto al caporalato, perche laddove c’e’ mafia c’e’ contraffazione e anche sfruttamento del lavoro”.

“La cifra è spaventosa ma rende evidente come l’agroalimentare sia ormai una certezza e dunque anche le organizzazioni criminali cercano – a tutto i costi e con ogni mezzo – di inquinare e di essere illegali e dannose protagoniste” spiega il Consigliere Regionale della Calabria, Mauro D’Acri, che commentando i dati del rapporto sottolinea alcuni aspetti relativi al Meridione che non sono incoraggianti e che ci presentano un quadro delle province calabresi “vittime dell’associazionismo criminale che fa sentire il proprio peso sul territorio”. I dati riferiti alla confisca dei beni sono una prova tangibile di questo fenomeno: “un immobile su cinque confiscato alla criminalità organizzata è nell’agroalimentare (17,6% in Calabria). Se a ciò aggiungiamo che nel sistema agricolo nazionale tra i 20 ed i 25 miliardi di euro vengono sprecati per il mancato utilizzo dei beni confiscati il panorama risulta per ciò che è: tristemente preoccupante”.

Ma la Regione Calabria non è rimasta certo con le mani in mano di fronte al fenomeno delle agromafie che incide pesantemente sulla prospettiva futura del comparto agricolo locale: “Naturalmente ed a fronte di questi dati ciascuno di noi ha l’obbligo non solo di evidenziarli ma di rendere evidente – in ragione di ruoli, responsabilità e funzioni – cosa concretamente è possibile fare” spiega ancora D’Acri che sottolinea anche “l’estrema importanza dell’avviso pubblico per il finanziamento di progetti destinati al riutilizzo dei terreni confiscati alla criminalità organizzata, avviso pubblicato dal Dipartimento Agricoltura sulla base di un preciso indirizzo che ha trovato accoglimento in una delibera di Giunta Regionale nel novembre scorso. Il dipartimento ha indicato una strada precisa, si prevedono interventi di riqualificazione economica e sociale di terreni confiscati alla criminalità organizzata, è un bando destinato a Cooperative sociali, Organizzazioni di volontariato e Associazioni no profit riconosciute, che gestiscono beni confiscati alla criminalità organizzata ed è a sportello e dunque senza alcuna valutazione di ordine discrezionale. Le risorse non sono moltissime ma per le condizioni attuali del bilancio rappresentano un gesto di assoluto valore ed impegno a difesa della legalità, contro le agromafie ed a sostegno di un’agricoltura sociale e solidale”.

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