Il presidente regionale di Coldiretti, Pietro Molinaro, pronto ad incontrare i rappresentanti sindacali per sviluppare insieme strategie a favore di produttori e lavoratori del settore
Gli agrumi della zona di Rosarno sono e devono rimanere una risorsa per quella zona e per tutta la Calabria. Ecco perché serve una sinergia con le istituzioni ma anche tra le organizzazione del settore, sia quelle dei produttori che quelle sindacali.

Lo sottolinea ancora una volta Pietro Molinaro, presidente regionale di Coldiretti, in risposta all’appello lanciato il giorno precedente dalla CIGL: “C’è sicuramente sintonia con la CGIL su diversi temi che riguardano lo sviluppo della Calabria, le emergenze da affrontare e il modo di risolverle attraverso il coinvolgimento dei territori e delle sue popolazioni investendo altresì su asset naturali, quali l’agricoltura, l’agroalimentare, il turismo che rappresentano il ‘tesoro Calabria’. Mai la Coldiretti ha immaginato che i lavoratori extracomunitari fossero secondari, anzi abbiamo parlato di catena dello sfruttamento rappresentata dai lavoratori, agricoltori e piccoli trasformatori. Giustizia sociale e giustizia economica sono un tutt’uno e non si possono considerare ambiti separati temi di largo respiro che sono stati poi ripresi anche dalla stampa internazionale. Sappiamo bene che i lavoratori, in questo caso extracomunitari sono una componente essenziale per le imprese agricole e non possono in alcun modo essere sfruttati o sottopagati”.
Resta il problema di fondo di un prodotto pagato poco e che ha un ricarico eccessivo nella filiera di distribuzione, soprattutto da parte dell’industria che produce e commercializza aranciate: “Le proposte – prosegue Molinaro – ci sono e continuiamo a sostenerle. In primo luogo l’innalzamento dal 12% al 20% del succo nelle aranciate, passo che deve fare il paio con l’indicazione di origine obbligatoria in etichetta che è un’altra misura necessaria e fondamentale”.
Inoltre la Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha varato la Legge sugli agrumeti caratteristici che riguarda anche la Calabria e bisogna non lasciarsi sfuggire questa opportunità, che interessa tutta l’Italia e frutta 4 milioni di euro per il triennio 2014-2016. “Insieme a questo occorre portare a termine gli interventi riferiti alla DGR del 2014 che ha stanziato risorse per 2,3 milioni di euro per le agevolazioni finanziarie, per l’ammodernamento dell’agrumicoltura da industria nella Piana di Rosarno–Gioia Tauro e dell’intera provincia di Reggio Calabria che possono incidere su un territorio particolarmente vocato e contribuire all’occupazione, sviluppo e competitività”.
In più ci sono i fondi comunitari e il PSR 2014-2020 “sui quali per l’agrumicoltura da industria abbiamo avanzato le nostre proposte e che dovranno incidere profondamente sul volto dell’agrumicoltura calabrese da industria. Ci piacerebbe che questi progetti concreti vengano condivisi anche da CGIL e portati avanti insieme al Governo Regionale un passo necessario per tutto questo è che Coca-Cola sia disponibile a confrontarsi con trasparenza anche in occasione di EXPO 2015”.
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