Sergio Giannino del Giudice, con il romanzo “Amati sempre”, vince il prestigioso Premio intitolato al Magistrato Lilia Gaeta
Il romanzo “Amati sempre” dello scrittore cosentino Sergio Giannino del Giudice vola sempre più in alto. Dagli apprezzamenti giunti dalle Scuole, dalle Case Circondariali, dai Comuni, dalle Biblioteche, è ora giunto il tempo dei Premi. Si parte con uno dei più prestigiosi conferiti nella Regione.

Ieri, 15 febbraio 2023, si è svolta la seconda edizione del prestigioso Premio intitolato al Magistrato Lilia Gaeta, in occasione della giornata mondiale contro il cancro infantile, nella cornice della più grande Scuola Allievi Carabinieri d’Italia a Reggio Calabria.
Il Premio, in ricordo del Magistrato, è stato conferito al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri; Al Direttore Marittimo della Calabria e Basilicata Tirrenica, Giuseppe Sciarrone; Al Capo dipartimento onco- ematologico – radioterapico del Gom di Reggio Calabria, Said Al Sayyad; alla memoria di Mirko Delvai; al Comandante della Scuola Allievi Carabinieri di Reggio Calabria, Vittorio Carrara e, per l’appunto, allo scrittore Sergio Giannino Del Giudice.
Prefazione del Presidente della Regione Roberto Occhiuto al libro “Amati sempre”
Conosco Sergio da quando eravamo ragazzi e trascorrevamo le nostre giornate dopo la scuola nel quartiere di Via de Rada a Cosenza, giocando a pallone per strada e nella sala dell’azione cattolica parrocchiale.
Lui era un po’ più giovane di me e degli amici della mia comitiva e, come sempre succede a quell’età, un paio di anni di differenza costituivano un salto generazionale: Sergio era il ragazzo piccolo tra i ragazzi più grandi del quartiere.
Lo conosco bene, dunque, perché il carattere si mostra più evidentemente quando si è ragazzi e non si è ancora imparato a nascondere le debolezze, non si è ancora vestiti di alcun abito della vita.
Ha sempre avuto una forza e una voglia di vincere che gli ha fatto superare ogni sua fragilità e paura.
Ancor di più questa sua caratteristica l’ho ammirata negli anni della sua malattia e della battaglia contro il mostro: quando lo incontravo mi raccontava le sue paure, le sue tristezze, con l’intensità di chi non è sicuro di poterle affrontare, eppure combatteva quotidianamente contro il male col coraggio di chi controlla le fragilità per vincere la battaglia.
Ora ha vinto e sono felice che abbia voluto raccontare a tutti il suo percorso in questo libro.
È un lavoro che serve a tutti quelli che pensano di non potercela fare, a quelli che combattono contro i loro mostri, a quelli che hanno dentro di sé (e si ha quasi sempre) la forza e il coraggio di vincere le battaglie della vita.
È un lavoro che fa di Sergio un esempio per molti altri giovani e adulti che, leggendolo, sapranno che uno come loro ce l’ha fatta e che si può essere eroi nella vita di tutti i giorni.
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