Proprio come 20 anni fa. In una lenta processione a piedi simpatizzanti, giovani sorridenti camminano dal Museo del Presente al Cinema Garden con la loro bandiera in mano di colore rosso. Rosso vivo, rosso come il colore delle poltrone di un cinema che ha visto tante riunioni “principesche” in una parte di Rende che ormai sembra di nuovo inginocchiata davanti a Re Sole.
Nella nostra testata lo abbiamo e lo continuiamo a chiamare Zar, ma oggi su quel palco per molti viene visto come una specie di “luce” che illumina il cammino. Su Facebook il sempre brillante Francesco D’Ambrosio commenta cosi la giornata: “Il partenone rendese ha retto alla prova. E’ una scelta di popolo. L’aria salubre, il vento soffia, Sandro Principe ha confermato di essere il timoniere più bravo per questi cinque anni. Bandiere al vento. Ci siamo ritrovati, Rende ha scelto”.

Pura poesia da parte di un vecchio socialista che quotidianamente fa i suoi commenti in rete con l’elogio costante di un Sandro Principe grintoso più che mai. Ed eccolo il racconto della sua Rende piena di “piazze, musei, chiese, tutte costruite da noi. Abbiamo fatto diventare Rende un pezzo di città dell’area urbana e non di certo fatta restare una periferia”. Orgoglio e appartenenza. Con quella voglia di “continuare una battaglia di autonomia ma non di chiusura”.
Perché “noi non abbiamo padroni, non abbiamo burattinai che ci dicono quello che dobbiamo fare. Tutto ciò che sarà della comunità rendese sarà deciso nella casa comunale e non dei palazzi distanti e vicini a noi”. C’è tempo pure per un mini cazziatone che Principe fa alla prima fila “per favore stop con questo chiacchiericcio anche perché da fastidio a chi parla a braccio”. E quando discute di unione dei comuni sottolinea che “l’unione dei comuni deve essere aperta coinvolgendo anche e soprattutto Montalto. E con l’unione aperta iniziamo ad unire i servizi”. Sui trasporti “chiediamo con forza che la Regione Calabria si doti di un piano di bacino.
Che sia un piano di bacino provinciale. Il piano di bacino significa un progetto che siano previste tutte le corse: con il collegamento area urbana con l’Unical e con l’area industriale di Rende. Si fa un bando europeo, vincerà una azienda attrezzata dopo di che inizia l’avventura dei trasporti efficienti. E nell’ambito del piano dei bacino dobbiamo recuperare il progetto della metro leggera”. E sono applausi in sala anche da parte del sindaco di Cosenza Franz Caruso seduto in prima fila. La politica e Sandro Principe. Fa capire dal suo intervento che i “veri partiti non si sono più, ma sono presenti delle oligarchie che decidono per gli altri.
A me non interessa vedere in casa della destra, ma un partito è quello della Meloni, poi quando vedi chi parla ti rendi conto che non esiste una classe dirigente di qualità. Mi dispiace dalla mia parte politica non vedere una visione comune, ma qui stiamo dimostrando a tutti che il vero centrosinistra siamo noi”. Duro attacco alla classe dirigente che non “riesce ad affrontare lo scandalo del pronto soccorso di Cosenza. Ci vuole un ospedale che sia ospedale. Bisogna rafforzarlo l’Ospedale dell’Annunziata aspettando la costruzione del nuovo ospedale”.
Sono alcuni dei tanti temi che Sandro Principe snocciola in una giornata piena di abbracci, baci, strette di mano, musiche di Jovanotti e tanto rock. Un Principe rock prosegue la sua marcia sognando la casa comunale di via Rossini al primo turno.
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