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Cosenza, ospedale Annunziata: Ripristinato assetto emergenza COVID-19

Aned Calabria: “Ristrutturazione rete dialitica si, centri dialisi privati no”

In Calabria (dati 2019 RIDT) dializza un paziente ogni 1.361 cittadini contro media nazionale di 1 ogni 1.200.

Tale lusinghiero risultato è merito della professionalità e dell’abnegazione esercitata quotidianamente dal personale operante nei centri dialisi, seppure inseriti in un sistema perverso e negativo cui il commissario ad acta alla sanità calabrese attuale, Niccolò Guido Longo, con la sua inerzia contribuisce a svilire sempre più.

Le condizioni generali delle dialisi – quindi dei pazienti – potrebbero migliorare se l’evanescente commissario Longo si degnasse di intervenire per come segnalato dalla nostra associazione.

Cosenza, ospedale Annunziata: Ripristinato assetto emergenza COVID-19
Cosenza, ospedale Annunziata

Letti bilancia rotti, apparecchiature malfunzionanti o mancanti peggiorano i lusinghieri parametri e la stessa rete dialitica tanto da favorire tempi insopportabilmente lunghi nella cura e prevenzione delle complicanze. I dializzati sono malati terminali e quando il sistema risulta pernicioso – come questo calabrese – impedisce per questi motivi a coloro che tra i dializzati sono trapiantabili persino di salvare la vita, come successo solo l’altro ieri a nostro storico dirigente.

Troppo lunghi (anni) sono i tempi di attesa per essere inseriti in lista trapianto e troppo lunga poi è l’attesa per trapianto causa misero procurement organi. A questo proposito invitiamo il silente ed evanescente commissario Longo a indagare quali siano le vere cause dello scarso procurement. Ci sono e sono evitabilissime!

Persistendo nella sua inerzia, il commissario ad acta contribuisce a mantenere l’attuale farraginoso sistema e fa credere a forze esterne che sia possibile avviare altri inutili centri dialisi privati.

Con 440 reni artificiali disponibili sul territorio – senza contare l’implementazione in itinere a Cosenza – si possono dializzare circa 1.800 pazienti. Dal registro di dialisi calabrese al 31 dicembre 2019 dializzano 1.430 pazienti. In sostanza, i posti rene artificiali esistenti soddisfano ampiamente le esigenze dei pazienti calabresi, semplicemente va ristrutturata la rete nefrodialitica e progettata la inesistente Prevenzione della Malattia Renale Cronica.

Riteniamo, con questi dati, che la regione Calabria non può minimamente pensare ad outsourcing o accreditamenti per aperture centri privati di dialisi come ci viene chiesto. La pandemia da Covid, la storia e i numeri ufficiali disponibili sconsigliano tale ricorso a esterni e certamente non è interesse dei dializzati perché ove c’è più privato aumentano i pazienti, si evitano le dialisi domiciliari (più fisiologiche e meno costose) e diminuiscono i trapiantandi. I competenti responsabili tengano seriamente conto di questo.

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