61 anni, funzionario regionale, è stato uno dei leader nazionali della corrente culturale avanguardista del Msi-Dn

Nel capoluogo bruzio, dunque, qualcosa si muove anche a destra, dove, per il momento, era certa e forte solo la candidatura di Mario Occhiuto sindaco uscente (anzi, “cacciato” da una sfiducia che non è stata molto ben vista dai cosentini) di centrodestra che, però, ha deciso di correre senza il simbolo del suo partito. Una decisione che aveva già suscitato scalpore e scontenti in Forza Italia prima che poi si ricompattassero le forze per capitalizzare il consenso emerso dopo la mossa azzardata messa in campo dall’opposizione.
Lista per Cosenza, quindi, ha scelto di non dare il suo sostegno all’ex sindaco, ma di correre con il suo personale candidato. “A Mario Occhiuto – continua la nota di Lista per Cosenza – che apprezziamo per molte cose, diciamo che la scelta di correre senza simboli sembra essere una surrettizia forma di indipendenza, creata per avere mano libera nel futuro: tutto questo non va bene e rischia di vanificare le logiche politiche identitarie. Dica, Occhiuto, se anche lui concorre per entrare nel Partito della Nazione”.
La formazione, tuttavia, è lontana anche dalle posizioni di Lucio Presta, al quale chiedono “di farci capire per quali motivi lo si debba votare: è una persona perbene, capace, in grado di diventare dal niente un manager di successo, ma Cosenza non è mai stata una colonia di Roma e non basterà portare le sue star tra i parrucchieri per acquisire consenso”.
“Cosenza – conclude la nota – è in crisi demografica, ha una sanità che da almeno dieci anni cade a pezzi, un Ospedale che non riesce ad erogare i suoi servizi e una classe politica, anche quella più esperta, che ormai pensa solo a salvaguardare il suo posto a Roma. C’è bisogno di ridare senso alla politica abbattendo il partitismo becero, che si nutre solo di apparizioni sceniche, di prebende personali , che è fermo a una logica feudataria. Golletti è il colpo d(‘)estro necessario per restituire coralità alle idee, per ibadire (con Junger) che il pensiero è la base di ogni azione”.
“La fase politica cosentina è alimentata da un falso scontro: tutti, dall’area del Pd a quella di Occhiuto, vivono in maniera consustanziale il renzismo dilagante, pronti a risse inenarrabili fra tre mesi, ma disposti a ritornare (direbbe Trilussa) cugini e parenti dopo le elezioni. Paolini dice di essere l’alternativa ma ripropone un vecchio cliché e insegue semplicemente un’ambizione legittima ma del tutto personale e priva di connotazioni politiche – siega il gruppo in una nota –. In questo quadro di desolante assenza noi rivolgiamo la nostra offerta politica a tutti i movimenti di destra e di sinistra, all’antagonismo sociale, affinché non si rassegnino alla narcosi generata dalle propalazioni del Nazareno”.
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