Si chiama Brettia ed è la prima donna guerriera storicamente attestata d’Occidente che portò alla libertà dalla schiavitù il popolo dei Brettii nel 356 a.C.
La statua che sta per arrivare a Cosenza sarà proprio dedicata a Brettia. Lo rende noto l’Associazione Culturale Mistery Hunters che informa così l’importante opera:

Come riporta il quotidiano andaluso “Diario Córdoba”: L’incarico è arrivato dall’associazione che gestisce questo grande museo a cielo aperto della città calabrese, il cui presidente, Franco Felicetti, ha finanziato quest’opera. È una statua in bronzo di 1,80 metri di altezza la cui realizzazione, secondo l’autore, “è stata una guerra contro me stesso”, poiché il committente ha voluto che la modella fosse l’artista stessa all’età di 27 anni.
Questa donna affrontò il dominio romano. E per punizione il suo popolo fu cancellato dalla storia.
In seguito, dopo la loro conquista, furono sottoposti ai peggiori lavori. E sono addirittura accusati di essere stati coloro che hanno costruito la croce su cui morì Gesù Cristo, oltre a maltrattarlo”. Spiega Riquelme, che ha affrontato il lavoro senza quasi averne immagine o documentazione di questo guerriero.
“Questa donna ha dovuto affrontare 600 mercenari e io ho combattuto una battaglia contro me stesso”, continua lo scultore, il quale assicura che “è stato molto più difficile scolpire questa figura di altre molto più grandi perché è stato un lavoro psicologico”.
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