De Salazar: «I territori diventano protagonisti della sanità calabrese. Una svolta epocale dalla quale non si torna indietro»
Con l’inaugurazione delle Case della Comunità di Cetraro e Amantea, l’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza rafforza la rete dei servizi lungo la costa tirrenica cosentina, attivando due nuovi presìdi dedicati alla sanità di prossimità e a una più efficace integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera.
Alla giornata hanno preso parte il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar; la direttrice sanitaria aziendale, Angela Riccetti; i sindaci di Cetraro, Giuseppe Aieta, e di Amantea, Vincenzo Pellegrino, insieme ad amministratori locali, dirigenti, professionisti e operatori sanitari.
A Cetraro, il sindaco Giuseppe Aieta ha aperto gli interventi sottolineando il valore della nuova struttura per l’intera comunità e, in particolare, per le persone più fragili: «Questa è una giornata importante soprattutto per chi vive una condizione di debolezza, fragilità o sofferenza, perché da oggi potrà trovare in questa struttura una risposta concreta e un’ampia offerta di servizi».
Aieta ha quindi richiamato il percorso compiuto e il rapporto di collaborazione instaurato con la direzione strategica dell’Azienda: «Con Vitaliano De Salazar abbiamo ritrovato entusiasmo e fiducia, sentimenti che oggi riconosco anche nei medici e nei loro sorrisi. Finalmente i professionisti possono svolgere il proprio lavoro nelle condizioni migliori, valorizzando le straordinarie competenze dei medici, degli infermieri e degli operatori sociosanitari presenti sul nostro territorio».
Nel suo intervento, il sindaco ha rivolto un particolare ringraziamento al commissario straordinario per il lavoro svolto: «Se avessi potuto, avrei voluto che Vitaliano De Salazar rimanesse alla guida dell’Asp di Cosenza per portare a compimento una svolta ormai avviata. Comprendo, tuttavia, l’importanza del suo impegno nell’Azienda ospedaliera di Cosenza e riconosco i risultati già raggiunti, a partire dall’attivazione della cardiochirurgia, attesa da anni dal nostro territorio».
Rivolgendosi direttamente a De Salazar, Aieta ha aggiunto: «Desidero che ti giunga con forza il sentimento di gratitudine mio e dell’intera comunità di Cetraro. È un riconoscimento sincero, privo di qualsiasi interesse personale e legato esclusivamente al bene delle nostre comunità, che spero possa accompagnarti in ogni futuro incarico».
La direttrice sanitaria dell’Asp di Cosenza, Angela Riccetti, ha quindi illustrato il ruolo della Casa della Comunità nella nuova organizzazione dell’assistenza e nella costruzione di una più stretta integrazione con le strutture ospedaliere: «Questa struttura è chiamata a offrire al territorio risposte di diagnostica di primo livello e una rete articolata di servizi. Abbiamo inoltre organizzato attività che consentiranno al personale sanitario di raggiungere direttamente le persone nelle loro abitazioni. La Casa della Comunità nasce proprio con questa finalità: essere realmente la casa dei cittadini e il punto di riferimento per i loro bisogni di salute».
A seguire, il commissario straordinario Vitaliano De Salazar ha richiamato il valore complessivo del percorso di rafforzamento della sanità territoriale: «Con queste inaugurazioni i territori diventano protagonisti della sanità calabrese. Completiamo la copertura della costa tirrenica cosentina e troviamo nei sindaci i nostri primi e più preziosi alleati. È un passaggio epocale, dal quale non si può tornare indietro, e sono onorato di avere contribuito a portare a compimento questo progetto. Ai sindaci rivolgo il mio ringraziamento: da oggi saranno sentinelle attente del buon funzionamento della sanità nei rispettivi territori».
De Salazar ha sottolineato anche la piena operatività e le caratteristiche dei nuovi presìdi: «Queste strutture dispongono dei servizi, delle tecnologie e degli standard necessari per essere pienamente operative, garantendo funzionalità, comfort e accoglienza. Anche la bellezza dei luoghi ha un valore importante, perché ambienti curati e accoglienti contribuiscono alla qualità dell’assistenza e fanno parte del percorso di cura».
Nel concludere l’incontro di Cetraro, il commissario ha posto l’accento sul valore della rete territoriale e sull’impegno assicurato dagli operatori: «Oggi segniamo una nuova partenza per la sanità del territorio. La trasformazione avviata ha una portata epocale e, da questo momento, nulla potrà più essere come prima».
«Ogni conclusione può rappresentare un nuovo inizio. Abbiamo rafforzato gli organici e costruito servizi destinati a consolidarsi nel tempo: da questo percorso non si torna indietro. Gli operatori possono contare su una squadra e su una comunità professionale coesa. Sono sinceramente orgoglioso del lavoro svolto insieme e grato di avere conosciuto persone capaci di affrontare con competenza e dedizione una sfida così importante».
Ad Amantea, il sindaco Vincenzo Pellegrino ha posto l’accento sulla funzione comprensoriale della Casa della Comunità e sull’integrazione tra assistenza ospedaliera e territoriale: «La Casa della Comunità è a disposizione di tutti i cittadini del comprensorio e rende finalmente concreta una visione nella quale ho sempre creduto. Nella mia esperienza di medico ospedaliero ho avvertito spesso le conseguenze della mancata integrazione tra ospedale e territorio. Oggi questo nuovo modello comincia a realizzarsi e rappresenta un risultato importante non soltanto per Amantea, ma per tutte le comunità interessate».
Pellegrino ha quindi richiamato il valore della prossimità nell’accesso alle cure: «Ai pazienti viene offerta una possibilità nuova e concreta: ricevere assistenza vicino al luogo in cui vivono, attraverso una sanità di prossimità capace di accompagnarli e di rispondere tempestivamente ai loro bisogni, superando le distanze che troppo spesso hanno reso più difficile l’accesso ai servizi».
Le Case della Comunità di Cetraro e Amantea rappresentano un ulteriore passaggio nel rafforzamento dell’assistenza territoriale dell’Asp di Cosenza, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini, migliorare la presa in carico delle persone più fragili e consolidare un modello fondato sulla prossimità delle cure e sulla piena integrazione tra territorio e ospedale.



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