Il noto giornalista economico ancora una volta mette in evidenza gli abusi nei contratti di assunzione e gli aumenti illegittimi, criticando i consiglieri che non vogliono mollare la poltrona
Oscar Giannino sia come giornalista economico che nella sua (breve) carriera da politico ha sempre avuto il pregio della schiettezza. Lo fa anche adesso, criticando aspramente il ‘coraggio’ dei consiglieri regionali calabresi che non sembrano intenzionati a mollare le loro poltrone anche se sanno benissimo che siamo prossimi a nuove elezioni.

Così dalle colonne de ‘Il Messaggero’, Giannino mette alla luce le spese pazze degli Enti locali italiani prendendo ad esempio la Calabria: “Dimessosi il presidente Scopelliti dopo la condanna in primo grado a sei anni per abuso d’ufficio, il consiglio regionale ancora prova a restare abbarbicato ai suoi seggi, dopo una legge elettorale approvata in fretta e furia per impedire neoingressi ad altre formazioni. Ma se questa è la misera cronaca politica, è la finanza pubblica regionale ad apparire devastante. L’ispettore della Ragioneria Generale dello Stato ha condensato in 247 pesantissime pagine osservazioni molto gravi sulle prassi seguite sotto le giunte Loiero e Scopelliti, dunque di sinistra e di destra”.
Sono i numeri a dire che si tratta di abusi: “Oltre mille dipendenti assunti illegittimamente, in violazione dell’obbligo di contenimento della spesa. Decine di migliaia, anno dopo anno, gli aumenti altrettanto illegittimi di stipendio ai dipendenti, applicati a tutti e in violazione del blocco generale degli scatti, e spesso anche retroattivi. Migliaia di promozioni illegittime, e illegittimi pure gli incarichi e le retribuzioni apicali, con punte fino a 735mila euro l’anno nel 2013”.
Un attacco preciso, con dettagli e cifre circostanziate. Ma ai consiglieri regionali calabresi sembra importare poco, qualunque sia la loro area politica di appartenenza, perché la poltrona vale molto più della faccia.
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