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Attaccare si, ma con giudizio

Parziale bocciatura per il Cosenza visto nel derby, troppo spazio fra i reparti, nessun filtro a metà campo. Esperimento 4-2-3-1 da accantonare al momento.

L'undici iniziale sceso in campo contro la Reggina (photo Belmonte)
L’undici iniziale sceso in campo contro la Reggina (photo Belmonte)

Tolto il dente, tolto il dolore. In molti si erano illusi che potesse essere così dopo il licenziamento di Giorgio Roselli e che lui fosse la panacea di tutti i mali del Cosenza. In realtà quelli che erano i problemi e i limiti della squadra allora non potevano essere cancellati in un batter d’occhio. La netta vittoria di Taranto, a pochi giorni dal cambio della guida tecnica, non era un banco di prova affidabile, vuoi per l’entusiasmo e la scossa che ogni stravolgimento crea nel gruppo, vuoi per il valore medio basso e il momento totalmente negativo che viveva la compagine ionica. Stefano De Angelis non ha la bacchetta magica, ha ancora tanto da lavorare per dare ai suoi una nuova forma mentis e plasmare questa creatura a sua immagine e somiglianza.

Il suo score attuale è di 2 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta, conditi da 11 gol fatti e 6 subiti. Ha iniziato tutte le sue partite puntando sul 4-3-3, nelle trasferte di Melfi e di Vibo Valentia ha modificato l’assetto tattico passando al 4-2-3-1 nei secondi 45 minuti, prima di proporlo dal principio nel posticipo di lunedì sera. Forse un eccesso, dettato dalla voglia di strafare e di stordire l’avversario. Le intenzioni sono ammirevoli e sono quelle giuste, rispecchiano quello che ogni tifoso vuole vedere dai suoi beniamini in campo, la voglia di vincere. Il responso però è stato implacabile, questo Cosenza non ha ancora le caratteristiche per permettersi tale sfrontatezza. La squadra vista nel derby contro la Reggina è sembrata abbastanza sfilacciata, troppo leggero il centrocampo presentato sul rettangolo verde per fare il giusto filtro e per attutire il colpo dell’inferiorità numerica che si è venuta spesso a creare.

Caccetta non è un incontrista, e, cosa ancora più preoccupante, in questo momento non è assolutamente in palla, appare distratto, a volte quasi superficiale, e ha sulla coscienza il gol a freddo degli amaranto realizzato da Coralli dopo un regalo confezionato con tanto di fiocco e biglietto d’auguri. Purtroppo per lui l’erroraccio di lunedì sera è l’esatta copia di quello commesso nella gara interna contro il Matera, due svarioni puniti da due gol che hanno condizionato il risultato finale. Nel calderone non c’è solo il buon capitano ma altri calciatori appartenenti alla vecchia guardia. Statella ha perso la sua verve, Blondett mostra un’insolita insicurezza in ogni singola giocata. Non è un caso, pensateci, che siano proprio loro quelli che stanno faticando maggiormente nell’adattarsi alla nuova veste del Cosenza. I nuovi innesti, vedi D’Orazio, Calamai e in special modo Letizia, si sono già calati perfettamente nella mentalità del tecnico romano, non a caso sono stati scelti nel recente mercato per le loro attitudini.

La tribuna B stracolma (photo Belmonte)
La tribuna B stracolma (photo Belmonte)

Una menzione particolare la merita Tommaso D’Orazio, il goleador che non ti aspetti, nonchè migliore in campo per distacco con la Reggina. Un piccolo passo indietro l’ha fatto Matteo Calamai, ma, per onestà di giudizio, le colpe non sono da attribuire tutte a lui. Da mezzala pura qual è ha assoluta necessità di qualcuno al suo fianco che morda sulle caviglie degli avversari, se deve preoccuparsi più di tamponare e di impostare che di inserirsi negli spazi, e, perchè no, di provare il tiro dalla distanza che gli viene così naturale, perde di freschezza e di efficacia. E poi c’è lui, Ranieri, l’unico dal quale il tecnico non può per ora prescindere, non è forse vero che mente e braccio devono andare sempre di pari passo? Per concludere, la squadra silana è un cantiere ancora aperto, tutto è ancora in divenire e l’ultima partita ha evidenziato, nel bene e nel male, dove bisogna intervenire. Una cosa è certa, De Angelis è allenatore attento e preparato, e a partire dall’importantissima gara di sabato nel catino della Virtus Francavilla, si rifugierà nel 4-3-3, il modulo che attualmente gli garantisce più sicurezza.

Il tributo più che doveroso, va a chi era presente allo stadio “S.Vito Marulla” nell’umida serata di lunedì. Spettacolo sugli spalti, e in particolar modo, in mezzo ai 2200 ragazzi delle scuole calcio della provincia che hanno assiepato la tribuna B. Da brividi il coinvolgimento con cui hanno vissuto i 90 minuti, la ciliegina sulla torta è la prontezza di riflessi e l’entusiasmo con cui hanno dato vita al duetto cantato in piena sintonia con i dirimpettai della tribuna A, vedere per credere. Un esperimento da ripetere al più presto! (clicca qui per vedere il video).

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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