I dipendenti protestano per la chiusura annunciata di molte sedi italiane di Bankitalia, comprese quelle di Cosenza e Reggio Calabria

Una protesta che coinvolge tutta Italia, anche se le sedi a forte rischio chiusura oltre a quella di Cosenza sono Pescara, Sondrio, Taranto, Trapani, Agrigento, Ascoli Piceno, Pisa, Ragusa, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Sassari, Siena, Avellino, Caserta, Caltanissetta, Como, Cuneo, Grosseto, La Spezia, Latina, Lecce, Livorno, Messina, Novara, Pesaro, Treviso, Udine, Varese, Vicenza e Viterbo.
Come ricorda il segretario generale di Fisac Cgil, Agostino Megale, “l’articolazione della rete territoriale della Banca d’Italia, dopo la riforma voluta dall’allora governatore Draghi nel 2008, non può essere rivista ulteriormente. Quindi chiediamo di tornare al tavolo per proseguire il confronto avviato col protocollo d’intesa del 2 ottobre 2013”. Allora, dice Megale “era stato previsto un confronto senza pregiudiziali sul valore e sulle prospettive evolutive del ruolo delle filiali e sulla consequenziale configurazione della rete territoriale, al fine di individuare soluzioni sulle quali possa registrarsi la più ampia convergenza. Per questo, tale confronto deve riprendere e deve concludersi”.
In mancanza di risposte concrete potrebbero esserci ulteriori manifestazioni di sciopero da parte dei dipendenti.
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