Due le notizie meritevoli di attenzione: la prima è il ruolo del capogruppo.
Mimmo Bevacqua sta operando su più fronti e la sua posizione appare certamente rafforzata dopo aver messo in campo iniziative tutt’altro che secondarie.
Il rapporto storico recuperato con Roma e qui, a queste latitudini, la sua presenza in appuntamenti e su tematiche importanti hanno cementificato il ruolo e consolidato i rapporti. L’altra notizia, che segue la scia della prima, è proprio il gioco di squadra che proprio il Pd sta attuando.
L’ultimo esempio è emblematico rispetto alle due notizie. Bevacqua è riuscito nel “pericoloso” intento di portare nella “sua” Longobucco tutto il gruppo regionale, compreso il senatore Irto. La finalità è stata quella di fare arrivare sostegno e solidarietà alla Comunità ripiombata in un terribile isolamento dopo il crollo del ponte Sila-Mare.

Ma, per gli addetti ai lavori, vedere seduti uno a fianco all’altro Mimmo Bevacqua, Ernesto Alecci, Amalia Bruni, e Raffale Mammoliti, oltre ai dirigenti dem e agli amministratori locali, insieme al senatore e segretario regionale del partito Nicola Irto è il messaggio, chiaro ed inequivocabile, di quanto detto prima. Mancava all’iniziativa, quale esponente della provincia di Cosenza, Franco Iacucci ma ormai è nota la sinergia con Bevacqua.
Ai più, non deve sfuggire che i due – Mimmo e Franco – viaggiano da tempo insieme nella iniziative pubbliche. E la fotografia del gruppo, con Irto al centro, più compatto che mai e pronto a rilanciare la sfida regionale. Con l’orizzonte delle Europee da non sottovalutare.
La scelta di Bevacqua è stata coraggiosa: “trascinare” da Vibo, da Reggio, da Lamezia, da Soverato i suoi colleghi – con ponti e viabilità quasi inesistenti – è stato quasi un azzardo.
Per di più in un luogo, nella sua Longobucco, troppo spesso animato da litigiosità e acredine politica tra le parti in campo. Eppure si è fatto, eppure si è svolto l’incontro, eppure si è sollecitata, anche, l’opinione pubblica su una tematica attualissima che è quella dei borghi della Calabria. Al di là di Longobucco e della drammatica condizione di isolamento cui è posto il bel paese della Sila cosentina.
Ed ora? “Opposizione intransigente ad Occhiuto”, è emerso.
La collaborazione istituzionale con il governatore non deve essere scambiata per mancata opposizione politica. Nell’Aula regionale le urla e le grida contro le diverse proposte della maggioranza ancora risuonano forti.
Non bastano, è evidente. Ecco perché serve una svolta, un gruppo consolidato che fa squadra ed i ruoli, ben identificati, per ognuno. Il Pd riparte da Longobucco.
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