L’ ex allenatore dei rossoblù, Bortolo Mutti, intervenuto ieri sera durante la trasmissione “Lupi si nasce”, ha analizzato il momento del Cosenza, soffermandosi sulla gara disputata con il Venezia e dando anche uno sguardo alle ultime due gare contro Ascoli e Cagliari, fondamentali per definire il destino dei lupi
“Con il Venezia è stata una partita complicata sotto molti punti di vista. – Ha esordito il mister, che ha continuato- Complicata perchè le motivazioni e le aspettative per il Cosenza erano tante per cui anche a livello mentale per affrontare queste gare ci vuole veramente esperienza e coesione da parte di tutti e poi perchè i rossoblù avevano di fronte secondo me una delle squadre più in forma del momento. Ho seguito il Venezia la scorsa settimana, ha vinto una partita importante, è una squadra che, se fosse partita con più convinzione sarebbe tutt’ora nei playoff, anche se ancora ha la possibilità di inserirsi. Non è stata una partita semplice per il Cosenza, lo svantaggio ha condizionato l’andamento della gara ma devo dire che il carattere, la caparbietà e certi cambi hanno fatto si che si rimediasse.
E’ un pareggio da non buttare.
Certo, è chiaro che vincere sarebbe stato un passo importante ma la serie B quest’anno è dura, in ogni partita è sempre un incognita, sia nella zona playoff che nella bassa classifica dove, a parte il Benevento che è già retrocesso per il Cosenza ci sono ancora possibilità ma deve andare a fare risultato ad Ascoli dove troverà un ambiente molto carico con una squadra che vuole fare i playoff. Questa partita sarà probabilmente il passaggio decisivo. Portare un risultato positivo a casa significherebbe avere la possibilità di una salvezza diretta. Vincere darebbe quegli stimoli necessari ai ragazzi per affrontare l’ultima gara in modo feroce. I 90 minuti di Ascoli saranno determinanti per la salvezza. Sarà una partita tosta ma ci sono giocatori di qualità che potranno fare la differenza in questa gara.”
Il Cosenza di ieri ed il Cosenza di oggi
“Io sono legatissimo a Cosenza, ho tutt’ora amici con i quali ci sentiamo. Cosenza mi ha dato grande tranquillità dove mi sono sentito in famiglia. Abbiamo fatto campionati importanti, abbiamo vissuto le nostre esperienze con grande serenità e questo mi ha permesso di lavorare bene e di portarmi dietro un ricordo bellissimo. Tanti sono gli allenatori che sono passati a Cosenza e tutti come me portano dietro un ricordo bellissimo. Le pressioni ci sono, ed è normale che ci siano, ma si lavora bene ed abbiamo fatto grandi cose.
Il Cosenza di oggi è un Cosenza che non riesce a trovare una dimensione diversa da campionati fatti di sofferenza. Dopo la promozione dalla lega pro c’è stato un passaggio importante ma non è stato puntellato in maniera decisiva per mantenere una categoria giocata con più serenità. Mi auguro quest’anno la salvezza e poi un futuro più tranquillo, programmato, che permetta di gestire i prossimi campionati con un pizzico di ambizione. Cosenza ha una grande tifoseria e meriterebbe un posto più alto.”
Su un suo possibile ritorno a Cosenza
“Non escluderei un ritorno a Cosenza se ne avessi la possibilità e avessi davanti un progetto importante.
Per fare una buona squadra devi fare investimenti, dando possibilità ai giovani di crescere qui a Cosenza creando delle sicurezze. La credibilità societaria deve essere importante e questo deve crearsi con il tempo programmando di anno in anno. Ci sono realtà piccole che hanno fatto della progettazione un’arma vincente. Potrei citare la Feralpisalò e anche lo stesso Sudtirol. E da queste basi che bisogna partire per poter crescere.”
Infine un pensiero del mister sulla vittoria dello scudetto da parte del Napoli
“E sullo scudetto del Napoli: Il Napoli meritava di rompere questa egemonia del nord conquistando uno scudetto strameritato da tutti i punti di vista. E’ una squadra che può avere un grande futuro.”
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