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Calabria: la leggenda della ‘Fata Morgana’ sulle coste di Reggio

Continua il viaggio alla ricerca dei miti e delle leggende della Calabria. E’ la volta del fenomeno della Fata Morgana, una fata delle acque della mitologia celtica.

Il fenomeno della Fata Morgana è conosciuto con il nome italiano anche all’estero, perché si tratta di una particolarità frequentemente osservata nello Stretto di Messina, dalle coste di Reggio Calabria. Fa riferimento alla leggenda della fata delle acque della mitologia celtica, che induceva nei marinai visioni di fantastici castelli in aria o in terra, per attirarli in acqua e quindi condurli a morte. Il racconto arrivò in riva allo Stretto probabilmente durante la dominazione normanna.

Il fenomeno riguarda in particolare lo stretto che può trasformarsi in uno scenario fantastico e inverosimile che oscilla nell’acqua e nell’aria con la stessa vaga irrealtà di fluttuanti figurazioni sommerse. E’ un effetto che si verifica quando la temperatura dell’aria in prossimità del suolo è minore di quella dell’aria sovrastante. Tale variazione di temperatura provoca una variazione di densità e quindi di indice di rifrazione. Dunque è una forma complessa e insolita di miraggio che si può scorgere all’interno di una stretta fascia posta sopra l’orizzonte

La leggenda della Fata Morgana

Ci sono varie leggende che riguardano la Fata Morgana, ma quella più conosciuta risale alle invasioni barbariche. La leggenda vuole che durante queste invasioni, un Re con la sua orda, discese l’Italia per conquistarla. Giunti a Reggio Calabria si fermarono. A pochi chilometri di fronte c’era una bellissima isola con un monte fumante (l’Etna) ma lo stretto di Messina impediva loro di raggiungerla non avendo alcun tipo di imbarcazioni.

Improvvisamente apparve loro una bellissima donna, che disse al re: “Vedo che guardi quella meravigliosa isola e ne ammiri le distese di aranci e ulivi, i dolci declivi ed il suo magico vulcano. Appartiene a me e posso donartela se la vuoi.”

Il Re annuì e così, ad un gesto della fata, vide apparire improvvisamente,  a pochi metri da lui, città con enormi palazzi, giardini con alberi ricolmi di frutti e bellissime donne. Salì sul suo cavallo, e si lanciò al galoppo con i suoi uomini per conquistare quel magnifico posto. Morì affogando, mentre Morgana rideva compiaciuta.

Ancora oggi possiamo assistere a questo particolare fenomeno, durante il quale, nelle giornate particolarmente calde, la Sicilia sembra vicinissima alla Calabria. La “Fata Morgana” fa apparire gli oggetti sollevati dal suolo, come il famoso personaggio mitologico. Ciò avviene, come già detto, per la diversa temperatura tra mare e aria. 

La scultura a Reggio Calabria

La scultura della Fata Morgana, sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria.
La scultura della Fata Morgana, sul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria.

Nel 2006 l’amministrazione comunale pose una bellissima scultura della Fata Morganasul Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. La statua della “Fata delle Acque”, venne realizzata dagli scultori Francesco Caridi e Filippo Malice e posizionata su uno scoglio del Lungomare in direzione della via omonima, nel luglio del 2006. Rappresentava una fanciulla inginocchiata ed era realizzata in un particolare materiale, la resina epossidica, resistente agli agenti atmosferici ed alla salsedine, che ha la particolarità di essere trasparente e quindi ricrea un “effetto acqua”.

Purtroppo non durò molto, un giorno la fata, proprio come la leggenda vuole, scomparve nella notte di capodanno del 2007, a causa di moderni barbari che vendicarono l’antico re e le mozzarono la testa. Gravemente danneggiata fu rimossa. Si sperava che fosse velocemente restaurata e riposizionata, ma lo scoglio è ancora li che aspetta da più di 10 anni.

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