Il centrocampista rossoblu fa autocritica ma rimane fiducioso e punta tutto sui playoff

È ormai un veterano della Lega Pro, a dispetto dei suoi 26 anni questa è la decima stagione consecutiva in categoria. L’esordio con il Viareggio, poi diverse esperienze in lungo e in largo per la penisola: Carpi, Venezia, Paganese, Ischia e Lumezzane. Nel recente mese di Gennaio il ds Valoti mette gli occhi su di lui e inizia la sua avventura in riva al Crati. Un impatto niente male con la realtà rossoblu, alla prima uscita con la nuova casacca del Cosenza Matteo Calamai delizia il palato dei tifosi con una segnatura di pregevole fattura, stop di petto e coordinazione perfetta per scagliare una bomba imprendibile alle spalle del pipelet della Vibonese Russo. I supporters silani presenti al “Luigi Razza” gongolano convinti di aver trovato il centrocampista che mancava al team di De Angelis, la vera mezzala, il calciatore duttile che racchiude le caratteristiche che si richiedono al football moderno. Un peccato che quella prestazione coi fiocchi sfoderata all’esordio sia rimasta un caso isolato, per colpe certamente non tutte del giocatore toscano. Il Cosenza nella sua totalità non ha mai eccelso per continuità, arduo pretendere che le singole doti di un elemento possano risollevare le sorti di una compagine a volte opaca e abulica.

È pienamente consapevole degli errori commessi dalla squadra e ne parla così alle telecamere di Lupi si nasce: “Alterniamo buone prestazioni ad altre molto negative, abbiamo difficoltà a trovare continuità di risultati. Ci aspettavamo molto di più da noi stessi, l’impegno quotidiano non manca mai ed è tutto volto al raggiungimento dei playoff, lì dovremo giocarci tutto“. Belle parole per il suo ex tecnico Luciano De Paola, vecchia gloria del Cosenza calcio: “Il mister ha elogiato questa piazza e mi ha garantito che mi sarei trovato bene, così è stato in effetti. Ho un buon rapporto con lui, è un allenatore di grande carisma e personalità“.
Si è calato senza problemi nella sua nuova realtà: “Vengo dal girone B della Lega Pro, per caratteristiche molto simile al girone C. Sono i raggruppamenti più difficili e più combattuti, nel girone A c’è troppo strapotere di Alessandria e Cremonese“. La chiusura è dedicata all’ambiente che si respira a Cosenza: “Avevo già toccato con mano cosa significa giocare al sud ma rispetto alle mie precedenti esperienze a Pagani e Ischia qui c’è molta più passione“.
Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
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