Dopo la settimana degli addii strappalacrime , il mondo del calcio europeo ha conosciuto la regina incontrastata della competizione più importante a livello di immagine, prestigio, introiti indotti, blasone

A livello locale è la fine del sogno chiamato serie B accarezzato da tanti tifosi del Cosenza che non sono riusciti ad andare oltre i quarti dei playoff e eliminati dalla compagine Pordenone.
Ho seguito in modo più o meno interessato i due eventi: il primo più di tutti (visto il mio amore verso i colori bianco e neri ) con la consapevolezza che sarebbe potuto essere l’anno buono preventivato a mo’ di gufaggine più dagli antijuventini, ma con un senso di negatività che proveniva da una serie di ragionamenti logici. I bookmakers, agli inizi della competizione, dicevano che la Juve se la sarebbe potuta giocare con il Real Madrid e con altre squadre forti tranne che con Barcellona e Bayern Monaco. Era chiaro che dopo la vittoria contro i catalani ti dai qualche possibilità in più per la vittoria, ma è altrettanto vero che quella squadra definita battibile (il Real) aveva fatto fuori l’armata Bayern e Atletico Madrid. Nei miei ragionamenti includevo il fatto che il Real è la squadra che non gioca le finali ma le vince..
Si è arrivati alla finale stanchi a livello psicologico e con un nervosismo di alcuni uomini chiave che avrebbero dovuto mettersi sulle spalle la squadra. Credo che se la Juve avesse giocato sabato scorso avrebbe avuto anche più possibilità di vincere. Due settimane senza partita è stato a mio avviso deleterio.
Qualora ci fossero dubbi l’evento ha messo in risalto due mondi:
1) quello degli juventini , che gioiscono per le proprie vittorie e per le sconfitte delle altre in maniera indiscriminata senza tener conto anche delle proprie origini territoriali (personalmente mi esalto quando perdono sia le squadre di serie A che quelle delle serie minori)
2) gli antijuventini: che tengono di solito per una squadra di serie A che negli ultimi anni se la passa male e all’occorrenza simpatizzano per le varie squadre con cui si misura la Juve. Gioiscono per tutte le disgrazie dei bianconeri e per le sporadiche vittorie delle altre . Sono trasformisti: tifano Inter se vincono allo Stadium salvo tirare fuori la squadra secondaria tipo il Cosenza quando le cose dell’Inter vanno male… la classica frase è “ Ma lo sai che io tifo solo Cosenza e seguo solo con simpatia l’Inter”… e poi vivono di ricordi.. di champions berlusconiane, di triplete nerazzuri, e soprattutto hanno scoperto quanto sia bello il mercato asiatico.
Non ho mai creduto alla favoletta che in Europa bisogna tenere per le squadre italiane … Quindi dissento con chi tra i miei colleghi bianconeri si sentono amareggiati perché gente ha tifato Real Madrid. Figuratevi che io tifo anche contro la Nazionale se non ci sono convocati della Juve.
E arriviamo al secondo evento della settimana: l’eliminazione del Cosenza… fermo restando che il mio essere juventino fa si che la cosa mi è stata indifferente.
Ciò che mi preme evidenziare è la bellissima cornice di pubblico che ieri era presente al Marulla e che ha spinto i giocatori silani a una prestazione maiuscola. Il rovescio della medaglia però presenta più sfaccettature: il Cosenza esce a testa alta : verissimo ma esce ai quarti contro una squadra che ha sfiorato la serie B in una sola occasione (periodo fascista) e le squadre che si sono frapposte al Cosenza prima del Pordenone sono Matera e Paganese, compagini alla portata.
Come si fa a essere soddisfatti di un’eliminazione ai quarti? Se questo è il massimo limite che il Cosenza Calcio o meglio la dirigenza della stessa riesce a raggiungere non sarebbe più opportuno provare a fare qualcosa di diverso. Che senso ha vivacchiare con obiettivi di centro-classifica o poco più alti?
Anche perché le cornici di pubblico come quelle di ieri si verificano solo se c’è la prospettiva di vincere qualcosa. Mentre sono anni che ci si accontenta e non si pensa che quel pubblico di ieri sera potrebbe essere una cornice fissa portatrice anche di risorse con cui investire per una squadra più attrezzata…
Ok il tifo, Ok allo stadio ma a quando una squadra in grado di competere e vincere senza patemi questo campionato? Ricordate che l’amore offusca la vista.
Si ringrazia Francesco Donato per la foto
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