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Caso Bergamini: Denis vuole dire la verità

La salma di Denis Bergamini è stata riesumata. I primi risultati evidenziano pesanti incongruenze con la precedente autopsia, si aprono nuovi scenari

A pochi mesi dal ventottesimo anniversario della scomparsa di Denis Bergamini, compianto ex calciatore del Cosenza Calcio, emergono nuovi interessanti particolari sulle circostanze misteriose che portarono al suo decesso. Per tanti, troppi anni, hanno voluto farci credere che Denis si fosse suicidato, facendo leva su prove per niente convincenti, insabbiando dettagli rilevanti che avrebbero spinto la ricerca della verità da tutt’altra parte. Fortuna che Donata Bergamini, sorella del centrocampista rossoblu, non si sia mai rassegnata alle sentenze poco credibili emanate nel corso degli anni, a indagini condotte con pressapochismo, a chissà quali poteri oscuri che hanno sempre sbarrato la strada alla volontà ferrea della famiglia del calciatore di ottenere giustizia.

Donata Bergamini assiste alle fasi della riesumazione della salma del fratello
Donata Bergamini assiste alle fasi della riesumazione della salma del fratello

Denis Bergamini si è suicidato, lanciandosi sotto un camion in piena corsa, al km 401 della S.S.106“. Questa è stata la conclusione sempre avallata dagli inquirenti che si sono occupati del caso, questa è stata la versione dei fatti fornita da Isabella Internò, ex fidanzata del giocatore con lui al momento della morte, e, sempre ritenuta, unica testimone oculare dell’accaduto. Uno dei tanti a non essere convinti di questa inconsistente verità è il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla, che due mesi fa ha disposto la riapertura delle indagini con conseguenti analisi approfondite sul corpo del calciatore.

I primi esami autoptici effettuati nel 1990 evidenziarono l’assoluta mancanza di lesioni dovute al trascinamento del corpo da parte del camion guidato da Raffaele Pisano, indagato oggi insieme alla Internò. Le domande che assillano la famiglia di Denis e la miriade di tifosi che hanno idolatrato per anni le gesta sul campo del biondo centrocampista e oggi tribolano per questa vicenda senza fine, sono le seguenti: Perchè non è mai stata presa in considerazione quella autopsia? Perchè non fu consentito ai familiari di vedere il suo corpo subito dopo la tragedia? – (Donata ha dovuto attendere 28 anni per vedere le spoglie del fratello, lo ha fatto nei giorni addietro, quando con estremo coraggio e forza d’animo ha assistito a tutte le fasi della riesumazione della salma e ai successivi esami) – Perchè i vestiti di Denis erano intatti e puliti, le scarpe linde e pinte, e l’orologio miracolosamente immacolato nonostante la fanghiglia presente sul terreno e il presunto impatto con l’autoarticolato?

La salma di Denis è stata riesumata due giorni fa e subito dopo sono stati effettuati nuovi accertamenti sulle spoglie, per stabilire una volta per tutte cosa sia successo in quel maledetto sabato 19 Novembre 1989. Ebbene, nonostante si debba aspettare dai 3 ai 4 mesi per ottenere i risultati definitivi degli esami, tra cui una tac tridimensionale e un esame del DNA, sono trapelate alcune indiscrezioni sui primi dati venuti fuori da questi accertamenti. La parte del corpo maggiormente interessata al trauma sarebbe quella sinistra e non quella destra, come si era sempre ipotizzato. Su quella stessa parte comparirebbe un taglio longitudinale della testa del femore, definito sospetto e innaturale da periti e consulenti.

Il corpo senza vita di Denis
Il corpo senza vita di Denis

Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Bergamini, non ha dubbi: “Lo squarcio si apre sulla pancia. E’ evidente dai risultati che Denis fosse coricato supino e non prono, esattamente il contrario di quello che mostrano le fotografie dell’epoca“. Ora bisogna attendere presumibilmente il mese di novembre per far venire a galla verità scomodissime che potrebbero turbare l’esistenza di chi ha sempre saputo e ha preferito tacere, di chi si è macchiato di un atroce delitto (perchè a questo punto di questo si è trattato) e ne è uscito indenne. Pazientare 4 mesi è un nonnulla per chi ha aspettato 28 lunghissimi anni. Denis ha parlato nuovamente, ha usato il suo corpo che, a detta dei presenti, si è ben conservato. Quello che avrebbe voluto dire al padre Domizio, quando una settimana prima della sua scomparsa ricevette una telefonata che turbò profondamente il suo stato d’animo, potrebbe dirlo ora.

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