Il Festival delle Serre di Cerisano non poteva non iniziare con una botta d’acqua
Piove la mattina, piove il pomeriggio, ma la sera le stelle hanno la meglio su nuvole dispettose di un settembre che si annuncia non caldo come i mesi d’estate.
Ma siamo qui, siamo sul posto per cercare di raccontare al meglio questo Festival delle Serre che è arrivato al suo 30esimo anno di vita. Sono 30 anni dove la parola “condivisione” la fa da padrone.
I cittadini di Cerisano partecipano attivamente e sono i primi protagonisti di un festival organizzato dall’Amministrazione Comunale, ma in pratica “condiviso” con gli abitanti che si aiutano tra di loro per ospitare il cosentino che sale con il suo maglioncino colorato.

Il Festival delle Serre, infatti, è sempre stato quell’appuntamento di fine estate caratterizzato da quel tocco di glamour che non guasta mai.
Anche perché le location degli spettacoli sono eleganti e accoglienti e sembra veramente di gustare il tutto in un teatro a cielo aperto.
Poi quest’anno c’è la novità del cambio di location del Jazz che rende ancora più gradevole e accogliente la passeggiata per i vicoli di una Cerisano che si presenta con gli ombrelli che “coprono” il cammino verso palazzo Sersale.
Il Jazz, infatti, non è più nell’affascinante vicolo vicino la piazza centrale creato a mò di teatro da Franco Caputo, un ex sindaco visionario e creativo che ha in pratica inventato il Festival delle Serre, ma da ieri sera si può ascoltare del buon Jazz a Palazzo Sersale. Al pozzo del Palazzo Sersale. E il primo impatto è risultato suggestivo e di buon gusto.
Il tutto aiutato dalle luci sul palco che creano lo sfondo adatto per serate da gustare con lentezza e religioso silenzio.
L’esibizione di ieri del trombettista Fabrizio Bosso ha ricevuto applausi a scena aperta, ma la giornata è iniziata all’interno del Palazzo Sersale dove l’onorevole Claudio Signorile incalzato dalle domande di Klaus Davi e Riccardo Giacoia ha raccontato il suo libro sul caso Moro.
La presenza di Signorile ha fatto arrivare socialisti dal calibro di Sandro Principe, Pino Gentile in prima fila e leggermente defilato un Giacomo Mancini sempre sul pezzo.
Intanto le nuvole del pomeriggio sono state spazzate via e il sindaco di Cerisano Lucio Di Gioia tira un sospiro di sollievo. E Cerisano si riempie. E già alle 20.45 il teatro è pieno in ogni ordine di posto e lo spettacolo di Alberto Farina piace e fa ridere.
Non manca la danza con il fuoco degli artisti di strada e il live con Gio Filice in trio che ha animato la notte infinita di una Cerisano che spegne la musica soltanto alle 2 del mattino, anche perché se suona Fabio Nirta dj non puoi di certo andare a letto prima.
Questa sera seconda serata con Dario Vergassola al teatro e con un omaggio a De Andrè a Palazzo Sersale da non perdere. E poi ancora musica, gente, sorrisi in un festival senza tempo.
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