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Chiacchiere da lupi: intervista a Stefania Colopi

“Da bambina mi divertivo ad osservare lo spettacolo offerto dalla tifoseria. Vorrei Perina e Letizia nella mia squadra del fantacalcio.”

A Catanzaro, l'attesa del match e la gioia subito dopo
A Catanzaro, l’attesa del match e la gioia subito dopo

Dove sta scritto che il calcio è roba da uomini? Ci sono esempi evidenti che dimostrano l’esatto contrario, anche le donne possono diventare delle tifose accanite e profondamente appassionate. È il decimo episodio di questa rubrica dedicata ai tifosi, il numero 10 nell’universo pallonaro ha un significato ben preciso, certifica l’estro, la fantasia, la capacità di andare fuori dagli schemi, era dovuto riservare questo onore ad una degna rappresentante del gentilsesso. Stefania Colopi è a suo modo una donna alternativa, non è da tutti confermare il proprio abbonamento anno dopo anno, in un’epoca in cui andare allo stadio non è più di moda. Sotto un sole cocente, con i brividi di freddo, non c’è stagione che tenga, Stefania sa di esserci sempre e comunque, e per questo ha sottoscritto la sua presenza costante. Non è forse vero che le donne possono dare un pò di più? Beh, allora è sicuro che il loro sostegno, la loro fede rossoblu vale doppio.

– Quando e come nasce la tua passione per il Cosenza Calcio?

“Nasce addirittura nel 1989, avevo solo 5 anni, purtroppo non ricordo con precisione la partita. Papà mi portò allo stadio per la prima volta, frequentammo per diversi anni la tribuna B, da lì non ne uscii più, da allora il “S.Vito Marulla” è diventata la mia seconda casa. Le prime volte la mia attenzione era rivolta soprattutto ai tifosi, in quel periodo il settore ribolliva d’entusiasmo, era divertente osservare le loro reazioni e ascoltare le loro imprecazioni. Piano piano cominciai a girarmi verso il terreno di gioco e di conseguenza imparai a capire cosa significava il calcio. Mi innamorai così di questo sport e del Cosenza“.

– Hai rinnovato il tuo abbonamento per il quarto anno consecutivo, non riesci più a fare a meno della domenica al “S.Vito Marulla”?

“Non importa se è venerdì, sabato, domenica o lunedì sera. Per me è diventata una droga, quando è successo di non poter esserci è sempre stata una sofferenza”.

– Il derby del 28 Agosto 2016, eri tornata da poco dalla tua vacanza estiva e hai fatto di tutto per esserci, qualcosa mi dice che l’avresti anche interrotta in anticipo pur di esserci.

“Ho fatto di tutto anche solo per farmi fare il biglietto, essendo fuori sede nei giorni precedenti. Non potevo non essere al “Ceravolo” quel giorno, fremevo anche perché mi sembrò stranissimo che una partita così importante si giocasse proprio alla prima giornata. Fu una giornata assurda, la stanchezza del viaggio del giorno prima imperversava ancora, non ci capii davvero niente, tra i mille controlli, il posto in piedi nel pullman durante il viaggio e il caldo soffocante. Il risultato finale però ha ripagato tutto, non mi sarei mai perdonata di non esserci”.

Al "S.Vito Marulla" nella partita contro il Lecce di due anni fa
Al “S.Vito Marulla” nella partita contro il Lecce di due anni fa

– Partecipi da diverse stagioni ad un fantacalcio con amici e amiche, se potessi scegliere tra gli elementi attuali dell’organico dei lupi chi vorresti nella tua squadra?

“Come sai ho una passione viscerale per i portieri, tutti quelli che sono passati da Cosenza negli ultimi anni si sono rivelati validissimi, parlo di gente come Frattali e Ravaglia, è stata dura per me vederli andare via. Perina mi appassiona tantissimo, è uno dei migliori nel suo ruolo e lo vedrei benissimo nella rosa di Perlastra, la mia squadra del fantacalcio. Se potessi sceglierei anche Letizia, non segnerà ma è un giocatore che si fa valere in campo, attualmente è tra i miei preferiti”.

– Nel calcio visto dal punto di vista femminile anche l’occhio vuole la sua parte. Quale calciatore rossoblu del passato o del presente ti faceva o ti fa venire gli occhi a cuoricino?

“Se ripenso alla mia gioventù come non citare Lentini, penso che nell’arco della sua carriera abbia spezzato tanti cuori. C’è stato anche Giovanni Paschetta, tuttora è un bell’uomo, non c’è che dire. Tra quelli degli ultimi anni ricordo in ordine Stefano Ambrosi, poi Sacha Cori, e in questa stagione Gambino. Al di là di tutto a me interessa principalmente la loro professionalità”

– Quanto conta la componente del divertimento in quei 90 minuti? Punteresti su questo fattore per convincere una tua amica ad avvicinarsi allo spettacolo domenicale?

“Cerco sempre di portare con me qualche amica perché allo stadio mi diverto molto. Mi dispiace quando le partite sono noiose, perché vuol dire che non siamo messi bene in campo o stiamo aspettando troppo gli avversari. Sugli spalti sono circondata da un bel gruppo, mi piacerebbe che le mie amiche fossero meno altalenanti con le presenze, ma ognuno è libero di fare ciò che vuole”.

– Una figura alla quale sei particolarmente affezionata e il momento più bello che hai vissuto da tifosa.

“Sono legata a diverse figure, su queste spicca sicuramente Gigi Marulla. Lui è stato presente a Cosenza in diversi ruoli, prima da giocatore, poi da allenatore con la sua scuola calcio dedicata ai ragazzini. Gigi ha sposato una città intera, quando ci ha lasciato per me è stato tragico, come se fosse scomparso un componente della mia famiglia. Ho pianto diverse volte per il Cosenza, nel bene e nel male. I momenti indimenticabili sono stati tanti: le due promozioni consecutive dalla D alla C1, l’emozione fortissima della vittoria della Coppa Italia con il calore che si respirava quella sera allo stadio e poi ovviamente il derby stravinto 0-3″.

Il "S.Vito Marulla" addobbato a festa per la finale di Coppa Italia
Il “S.Vito Marulla” addobbato a festa per la finale di Coppa Italia

– È arrivato il momento di dimostrare anche la tua competenza nel campo tecnico. In cosa pecca il Cosenza visto all’opera finora in questa stagione?

“Non vedo compattezza e cattiveria agonistica. Nonostante il cambio di allenatore continuiamo ad essere troppo attendisti, non voglio prendermela con i singoli giocatori ma lasciamo parecchio a desiderare in fase difensiva. Penso che le vicissitudini personali possano aver influito su qualcuno ma non bisogna subire così tanto. Sono convinta che la nostra squadra abbia ottime risorse che non devono essere sprecate. Ormai è impossibile vincere il campionato ma vorrei che recuperassimo qualche posizione in ottica playoff”.

– Balza agli occhi la differenza di qualità tra la rosa della passata stagione e quella attuale, chi ti manca in particolar modo?

“Su tutti dico La Mantia, perché era il vero valore aggiunto di quell’organico. Non rimpiango molto Arrigoni mentre su Ciancio dico che era un buon terzino, abile anche in zona gol, purtroppo a volte pensava un pò troppo a se stesso”.

– Domenica arriva il Lecce, la squadra degli ex, cosa ti aspetti da questa partita? E la senti molto?

“Il Lecce è una squadra da battere, dobbiamo prenderci la nostra rivincita anche se sarà sicuramente molto dura”.

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