«Il calcio sopporta una maledizione che allo stesso tempo è la salvezza di giocatori, allenatori e ultrà afflitti da una sconfitta. Si tratta di un’attività in cui non basta vincere, ma bisogna vincere sempre, in ogni stagione, in ogni torneo, in ogni partita». Javier Marías, Selvaggi e sentimentali. Parole di calcio.

La quasi inutile partita contro il Foggia ha lasciato qualche malumore in seno alla tifoseria (la cui compattezza ed unitarietà sono la vera forza sulla quale il Cosenza costruisce i propri successi sportivi) a causa delle effusioni troppo avventate e sicuramente inopportune di qualche calciatore rossoblù con la tifoseria ospite, da sempre rivale. Il tutto è stato da tutti subito ammortizzato in virtù di un interesse superiore: il bene del Cosenza. In effetti, non bisogna alimentare polemiche (seppur fondate su giusta causa) con i playoff alle porte. Con grande maturità, i tifosi rossoblu lo hanno capito perché in questo momento occorre remare tutti nella stessa direzione per arrivare nella migliore forma psico-fisica possibile all’appuntamento con la storia e (perché no!) anche per non fornire alibi ulteriori ai calciatori che mai come in questi anni sono stati messi nelle condizioni ottimali per lavorare tranquillamente e pensare solo al campo.
Finché vi sarà anche una sola piccolissima possibilità di salire in serie B, tutti dovranno crederci, i calciatori sul campo ed i tifosi sugli spalti! Se non vi sono dubbi alcuni sul livello di impegno che i giocatori rossoblu metteranno in campo, che sarà massimale, qualche timore proviene invero dal lato della massiccia presenza della tifoseria, di là dai magnifici ed irriducibili duemila mirmidoni che seguirebbero il Cosenza anche in caso di partite giocate sulla Luna o su Marte.
Al netto dei cosentini tifosi della Juventus che preferiranno guardare in televisione la contemporanea partita della squadra piemontese, si spera di poter raggiungere quantomeno le cinquemila unità per riuscire a creare una cornice idonea all’importanza di un evento di cartello come quello che andrà in scena al “Marulla” domenica alle 20.30. Sinceramente, l’assenza dei “terroni-piemontesi” dai gradoni del tempio rossoblù è anche gradita perché, veramente, non c’è cosa più irritante dell’avere allo stadio seduto accanto una persona che per tutta la partita si lamenta del gioco proposto da una squadra di cui non si ricordano nemmeno i colori sociali e composta da calciatori sconosciuti operando improbabili comparazioni con lo spettacolo che gusta quotidianamente sulle piattaforme Sky o Mediaset premium.
Argomento collegato a quello del “toto spettatori” per la gara di domenica sera riguarda, ovviamente, i prezzi dei tagliandi. Proprio oggi è partita la tanto attesa prevendita. La speranza di tutti era quella di una riduzione/“popolarizzazione” del costo dei biglietti per attrarre il più elevato numero di tifosi possibili (meno i terroni-piemontesi) e per consentire a chi mai abbandona i Lupi di minimizzare per una volta i costi.

Dal momento che non solo la volontà della società rossoblù avrebbe contato in questo senso ma anche e forse soprattutto quella della Lega Pro, si sapeva fin dall’inizio che verosimilmente i prezzi dei tagliandi sarebbero rimasti pressoché invariati e che il margine di intervento societario su questo aspetto sarebbe stato minimo. Ma davvero è andata così? Osservando il listino dei prezzi dei biglietti dei vari settori del “Marulla” resi noti or ora dalla società non si può fare a meno di notare un particolare che al momento appare insensato: se i costi dei tagliandi dei settori popolari (Curva Sud, Tribuna A, Tribuna B coperta) sono rimasti praticamente inalterati rispetto a quelli applicati durante il campionato regolare, il prezzo del settore “Vip” (Tribuna centrale blu), tradizionalmente affollato dai c.d. “vignisti”, è stato ridotto notevolmente. (Avendo appreso dalla società che anche in passato il prezzo del biglietto della tribuna centrale “Vip” è stato di 30,00€, allo scrivente non risulta in quanto, dalle comunicazioni ufficiali del Cosenza Calcio, il prezzo del tagliando della tribuna in questione è sempre stato di 50,00€.)
Quale può essere la logica sottesa a questa scelta che si traduce semplicemente nella iniqua ed inutile riduzione del prezzo del biglietto di un settore non popolare e che quindi non ha bisogno di tali iniziative poiché destinato ad essere frequentato dai tifosi che di certo non hanno problemi a spendere di più per acquisire il tagliando oppure ad “entrare al campo a vigna”? Ne consegue il legittimo interrogativo della tifoseria in ordine all’effettivo potere della società rossoblù di incidere sulle decisioni inerenti alla questione dei prezzi dei tagliandi per le gare dei playoff. Nell’attesa di riuscire a capire la causa giustificatrice di questa singolare disparità di trattamento l’obiettivo deve essere uno solo: sostenere la squadra per coltivare un sogno.
I playoff non si giocano, si vincono. Forza Lupi!
Federico Perri, libero pensatore.
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