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Cocò Campolongo

Chiesto rinvio a giudizio per gli indagati dell’omicidio di Cocò

Accusati dell’uccisione del piccolo Cocò di appena tre anni, del nonno e della compagna, la DDA di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio per Donato e Campilongo

E’ impressa nella memoria di molti la storia del piccolo Cocò Campolongo che, il 16 dicembre di due anni fa, fu ucciso insieme al nonno Giuseppe Iannicelli e alla sua compagna, la marocchina Ibtissam Touss.

Cocò Campolongo
Cocò Campolongo

Sulla struggente vicenda si era espresso anche Papa Francesco durante una visita a Sibari, il quale pronunciò la scomunica dei mafiosi dalla Chiesa cattolica.

Su richiesta del pm Saverio Vertuccio, sono stati rinviati a giudizio per l’omicidio del piccolo Cocò, Cosimo Donato di 38 anni e Faustino Campilongo di 39, finiti in manette con l’accusa di aver freddato con un colpo di pistola alla testa il bimbo di appena 3 anni. I corpi delle vittime furono ritrovati carbonizzati pochi giorni dopo l’accaduto in un’area montana di Cassano.

Poco dopo il delitto, il ministro dell’interno Angelino Alfano, in visita a Cosenza, aveva assicurato giustizia e al termine delle indagini svolte dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, furono individuati Cosimo Domani e Faustino Campilongo, quali esecutori dell’eccidio.

Il movente che ha spinto i due ad agire è stato il fatto che il nonno di Cocò, personaggio più volte balzato agli onori delle cronache giudiziarie, fosse diventato un elemento scomodo per la cosca degli Abbruzzese.

Dunque violenta accusa ricade sugli artefici dell’eccidio. Il giudice ha aggiornato la seduta al prossimo 25 luglio per le repliche difensive. I legali dei due accusati non hanno presentato istanza di rito alternativo per i loro assistiti. Se il rinvio a giudizio sarà confermato è chiaro che seguirà la formula del rito ordinario.

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