E’ stata inaugurata soltanto qualche giorno fa la Circolare Veloce Rossa ed è già divenuta motivo di scontro, proteste degli autisti del Consorzio Autolinee paralizzano il traffico e causano code e notevoli disagi
Dopo la manifestazione degli autisti del Consorzio Autolinee svolta ieri sera sulla SS 19, nei pressi del Centro Commerciale Metropolis che ha bloccato il traffico per diverse ore causando notevoli disagi da Rende a Cosenza ed anche all’Unical, nonché agli utenti degli stessi autobus, il primo cittadino di Cosenza non ci sta e contrattacca direttamente dalla sua pagina facebook, ponendo un quesito “Chi difende gli interessi privati contrapposti a quelli pubblici ?”.

E’ partita soltanto qualche giorno fa la Circolare Veloce Rossa ed è motivo di scontro su chi la difende e ne fa motivo d’orgoglio dell’area urbana e chi invece ritiene non rispetti le leggi, motivando ciò, affermando che i servizi di A.M.A.C.O. dovrebbero svolgersi soltanto nel comune di Cosenza e che i servizi di trasporto intercomunali sono di competenza del Consorzio Autolinee.
Una situazione ingarbugliata che sovrappone competenze di enti diversi, ovvero Comuni e Regione, intanto il sindaco Mario Occhiuto non ci sta «Solo nel 2015 -afferma il sindaco su facebook-, e con 40 anni di ritardo, siamo riusciti finalmente a dare un servizio di trasporto pubblico urbano unico, collegando con pullman ogni 10 min l’area urbana di Cosenza Rende con l’Unical».

«Hanno provato a fermarci in tutti i modi: con proposte, con l’intervento di amici degli amici, assoldando politici, dirigenti dei vari enti, giornalisti, sindacalisti. E alla fine con minacce, tentativi di estorsione e blocchi. Postarsi agevolmente con i mezzi pubblici è un diritto fondamentale di ogni cittadino che lavora o studia, in ogni Paese e in tutte le realtà urbane civili. Qui da noi invece la Regione ancora affida a privati, senza gara e con procedure dirette, concessioni di linee di trasporto pubblico (inefficienti e insufficienti) finanziate con contributi pubblici in sfregio a tutte le normative nazionali e comunitarie. E infatti per questo motivo, e più volte, la Comunità Europea ha applicato procedure di infrazione con pagamento di sanzioni pecuniarie a carico della Regione Calabria (che graveranno ovviamente sulle persone che vi abitano). E così facendo pretendono pure di obbligare noi sindaci a non soddisfare un diritto essenziale dei cittadini! E intanto continuano molti politici, giornalisti, sindacalisti, dirigenti regionali, funzionari di vari enti, ad ostinarsi a difendere gli interessi di queste lobby di privati contrapposti a quelli pubblici. Vi siete chiesti il perché??».
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