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Clementine, Confagricoltura lancia allarme sul calo vendite

Mercato delle clementine in forte ribasso rispetto agli anni scorsi, con i prezzi al chilo compresi fra i 15 e i 18 centesimi. A lanciare l’allarme Confagricoltura

Il settore agricolo già in crisi da tempo ora si trova a fronteggiare anche il crollo del prezzo delle clementine. La maggior parte delle aziende produttrici, per il 2014, non riuscirà a coprire neanche i costi. Tra 15 e 18 centesimi di euro al chilo sulla pianta, questo è il prezzo di mercato delle clementine, in forte diminuzione rispetto ai precedenti anni.

Confagricoltura
Confagricoltura

Le cause principali di tale ribasso sono l’importazione di prodotti provenienti dalla Spagna e le elevate temperature di questo autunno che hanno accelerato la maturazione dei frutti. Ad incidere in modo negativo sulla vendita dell’agrume, simbolo della produzione agricola calabrese di qualità, è anche la diminuzione del suo consumo in Italia. Alla luce dell’attuale situazione Confagricoltura chiede un aiuto concreto al governo per il 2015 in modo da sostenere con finanziamenti mirati i produttori di clementine.

“L’andamento climatico anomalo ha concentrato produzione ed offerta di prodotto in poche settimane di commercializzazione – sottolinea Confagricoltura – a questo si aggiunge l’embargo Russo, che sottraendo una quota consistente di mercato alle produzioni spagnole, ha causato un’aggressiva irruzione sui mercati europei. In questo modo è stato minato il già fragile equilibrio costi-ricavi, che unito alla disorganizzazione commerciale della produzione italiana, ha realizzato una miscela esplosiva, recando danni irreparabili alla campagna agrumicola in corso. Quasi il 70% delle clementine italiane è prodotto in Calabria, il resto in Puglia, Sicilia e Basilicata. Le imprese agrumicole operano già in un quadro difficile e complesso, tra oneri, imposte e burocrazia. Questa crisi aggrava una situazione già difficile e rischia di compromettere ulteriormente l’economia di intere regioni”.

A rendersi indispensabile per Confagricoltura è l’intervento delle istituzioni, spiegando che: “In questa situazione di emergenza è urgente riattivare, per il 2015, le misure di sostegno eccezionali. Va evitato, infatti, che si ripeta quanto accaduto per la frutta estiva in cui un pericoloso mix di fattori ed una gestione lenta e tardiva hanno compromesso un’intera campagna”.

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