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Come vuole la prassi. Il rituale del “taglio cautelare”.

“Ci sono nel calcio dei momenti che sono esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del «goal». Ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica”. Pier Paolo Pasolini, Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori, su Il Giorno, 1971

Esultanza in Cosenza-Akragas (photo Mannarino)
Esultanza in Cosenza-Akragas (photo Mannarino)

Il Cosenza ha vinto la seconda partita consecutiva e per di più offrendo al pubblico del “S.Vito Marulla” uno spettacolo degno del prezzo del biglietto mostrando, per una volta, una certa continuità di risultati e di prestazioni! Sogno o son desto? Come trascorrere ora il resto della settimana senza imprecare ogni giorno, in ogni momento, rimuginando innumerevoli occasioni perse, salti di qualità auspicati e mai avvenuti, esoneri, demansionamenti, ripartenze, piroette dentro e fuori il campo, balletti dei difensori e chi più ne ha più ne metta. Ci si augura che si stia muovendo qualcosa. Magari, senza esagerare coi voli pindarici, davvero mister De Angelis e la sua truppa hanno trovato il giusto assetto tecnico-tattico e, soprattutto, motivazionale in vista dei play off con la voglia di coltivare un sogno chiamato Diletta Leot….ehm, pardon, serie B.

Dinanzi alla rinnovata o ritrovata verve del Cosenza ed al raggiungimento dello storico traguardo dei play off, la settimana in corso sta scorrendo all’insegna della tranquillità e della consapevolezza che nulla è precluso, neanche i sogni di gloria. Insomma, la prospettiva nel breve termine è quella di concludere al meglio il torneo, salvaguardandone come è solito fare il Cosenza la regolarità, iniziando a caricare le batterie per la fase successiva. Una settimana di Pax e di ottimismo farà sicuramente bene a tutto l’ambiente cosentino, da sempre diviso in ogni ambito di materie. Verranno, dunque, accantonati i post infuocati, i commenti al veleno sui social ed i messaggi vocali taglienti nelle varie chat del tifo rossoblù. Ma siamo sicuri che ciò avvenga? Si sa, il calcio è per sua natura fonte di divisioni. Esso è lotta tra fazioni e scontro tra visioni, anche filosofiche, del mondo nell’ambito di tutti i livelli che lo compongono: tecnico-tattico, societario, tifo.

Il modo di atteggiarsi del calcio quale “lotta tra opposti” emerge in tutta la sua vistosità se si volge lo sguardo alla categoria dei tifosi. Si badi bene, non si allude ai sentimenti campanilistici, retaggio storico delle invasioni dei popoli germanici successive alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, che pur ci sono e soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, ma ad un fenomeno infra-tifoseria tipicamente e marcatamente cosentino, ossia quello del “taglio”. Ogni cosentino che si rispetti, infatti, conosce benissimo il concetto di “taglio” specie del più ampio genus “tiraggio”. Tutto ciò fa parte del bagaglio cultural-filosofico e folkloristico del popolo bruzio. Vi sono diverse tipologie di “taglio”, ognuna delle quali con propri tempi e modi di estrinsecazione, ma quella prescelta nei momenti in cui le cose sembrano andar bene è il “taglio cautelare”, ossia una fattispecie di taglio che opera in via preventiva al fine di esorcizzare un pericolo o anche di propiziarlo (qualora vi sia mala fede) e che può colpire indistintamente tutti i soggetti che operano a vario titolo nell’ambiente calcistico cosentino.

In effetti, il “taglio cautelare” rappresenta un vero e proprio rituale da ripetere costantemente ed uniformemente in determinati situazioni. Esso racchiude l’essenza stessa del tifo cosentino. La celeberrima frase “s’era buanu, nu davanu a nua?!”, pronunciata puntualmente a seguito di ogni colpo di mercato del Cosenza, rappresenta l’archetipo del taglio cautelare. In questi giorni di quiete dopo la tempesta il taglio cautelare imperversa in città perché “figurati si u Cusenza pò ji avanti a ri play off ca è na banda”, oppure “si De Angelis pò essa confermato l’annu prossimo ca unn’è mancu n’allenatore”, o ancora “si Valoti è nu d.s. ca cià capiscia i pallune o si Guarascio tena daveru voglia i portà u Cusenza in serie B”. È dura metter tutti d’accordo, probabilmente è impossibile e non sarebbe nemmeno giusto poiché la dialettica critica è la precondizione essenziale del pluralismo democratico ma è anche vero che l’equilibrio, l’unitarietà e la compattezza sono elementi necessari in ogni vittoria.

Se davvero il tifoso rossoblù intende fare la sua parte, apportando un contributo utile per coltivare e dar concretezza ad un sogno, deve sforzarsi di vivere con serenità ed ottimismo tanto le settimane successive alle vittorie quanto quelle che seguono le sconfitte, senza cedere alla tentazione di assecondare la sua cosentinità attraverso il rituale del taglio cautelare che può produrre effetti negativi nei casi in cui chi lo esperisce non sia in bonis. È vero, “simu i Cusenza” ed il taglio cautelare è nel nostro DNA ma anche i Lupi ne fanno parte. E per amore si è sempre disposti a migliorarsi.

Federico Perri, libero pensatore.

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