Urne chiuse, ma non ovunque: Mandatoriccio resta sospesa tra due candidati appaiati al millimetro. Ballottaggi anche a Castrovillari e San Giovanni in Fiore, mentre in molti centri vincono continuità e volti nuovi.
di Gennaro Gallo
Le elezioni amministrative in provincia di Cosenza hanno regalato un copione pieno di colpi di scena, riconferme solide, sfide tese fino all’ultima scheda e perfino un caso che definire singolare è poco. A Mandatoriccio, infatti, la matematica ha deciso di mettersi in mezzo alla politica: Maria Teresa Vilella e Cataldo Iozzi hanno chiuso con lo stesso identico numero di preferenze, 852 ciascuno. Tradotto: tutti di nuovo al seggio. Un pareggio perfetto che sembra scritto da uno sceneggiatore con troppa fantasia e che invece è realtà pura.
Non è però l’unico Comune dove la partita resta aperta. Anche Castrovillari e San Giovanni in Fiore dovranno attendere il secondo turno per conoscere il prossimo sindaco. Nella città del Pollino, Anna De Gaio parte avanti, ma sarà Ernesto Bello a contenderle la fascia tricolore dopo un confronto serrato con Luca Donadio. Una corsa combattuta, dove ogni voto ha pesato come un macigno.
A San Giovanni in Fiore, invece, Marco Ambrogio ha chiuso nettamente davanti agli avversari, senza però riuscire a superare il traguardo decisivo al primo colpo. Antonio Barile resta quindi in corsa per il ballottaggio, mentre più indietro si sono fermati Luigi Candelise e Giuseppe Belcastro. Adesso inizierà la fase più delicata: quella degli accordi, delle strategie e dei telefoni che tornano improvvisamente a squillare.
Tra le sfide più tirate spicca Castrolibero, dove Francesco Serra detto Ciccio, ha avuto la meglio per appena quaranta voti su Nicoletta Perrotti. Un margine sottilissimo che mette fine a un lungo ciclo politico riconducibile all’area di “Rinascita civica”. In pratica, una vittoria conquistata sul filo del rasoio.
A Dipignano, con quattro candidati in corsa, la spunta Eugenio Gallo. A Marano Marchesato vince Eugenio Napoli, mentre a San Lorenzo del Vallo arriva una conferma netta per Enzo Rimoli. Percentuali bulgare anche a San Fili, dove Linda Cribari ottiene una rielezione senza appello, lasciando agli avversari poco più delle briciole elettorali.
Riconferme per Orsomarso con Alberto Bottone, a Papasidero con Fiorenzo Conte e a Sant’Agata di Esaro con Mario Nocito. A San Pietro in Guarano, invece, cambia il vento politico: Tiziana Agosto passa dai banchi dell’opposizione alla guida del Comune.
Non ovunque, però, gli uscenti sono riusciti a resistere. A Campana, Agostino Chiarello lascia il posto a Giacinto Parrotta. Stessa sorte a Paterno Calabro, dove Santo Carmine Beltrano prende il testimone da Lucia Papaianni. A Cerzeto affermazione netta per Silvio Cascardo, volta pagina Roggiano Gravina con Francesco Zappone, mentre a Falconara Albanese, Giuseppe Porco supera l’ostacolo quorum e conquista il municipio.
Sul Tirreno, Buonvicino archivia il periodo commissariale con l’elezione di Giuseppe Ciriaco Sionne. Successi larghi anche a Grisolia per Saverio Bellusci e a Francavilla Marittima per Mauro Bonifacio.
A Villapiana, infine, si impone Mariolina De Marco alla guida di una coalizione politicamente insolita ma evidentemente efficace, sostenuta da forze spesso distanti tra loro. Un mix che, almeno stavolta, ha funzionato.
C’è poi il caso Tortora, dove l’unico candidato in corsa, Salvatore Carluccio, resta fuori per il mancato raggiungimento del quorum. In sostanza: pochi elettori alle urne, niente sindaco e ritorno al commissariamento. La democrazia, ogni tanto, manda anche questi messaggi. E non sempre sono rassicuranti.
Il voto, nel complesso, racconta una provincia che cambia a macchia di leopardo: in alcuni centri prevale la continuità, in altri la voglia di voltare pagina. E poi c’è Mandatoriccio, dove per decidere chi guiderà il paese servirà un nuovo round.
Gennaro Gallo

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