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Consiglio comunale di Cosenza: le altre fasi del dibattito

Nel corso della seduta di ieri del Consiglio comunale è intervenuta anche la consigliera comunale Annalisa Apicella che ha dedicato una riflessione alla delibera n.66 della Corte dei Conti. La Apicella ha parlato di “premessa sommaria  della Corte dei Conti che parla genericamente di 114 milioni di euro, ma non entra nel merito. L’Amministrazione comunale – ha proseguito Apicella – ha avuto la possibilità di mettersi alla prova sul riequilibrio finanziario, ma non per dieci anni. Permangono dubbi e perplessità”. Sul rischio dissesto la consigliera Apicella ha ricordato che nel mese di aprile la Calabria ha espresso ben 54 enti dissestati, tra le cifre più elevate del Paese. “Se le procedure non sono riuscite ancora a dare risposte, forse esiste un  problema nazionale che  dovrebbe essere sollevato e che fa emergere come il tasso di evasione sia altissimo. A Napoli – ha aggiunto Apicella – la procedura di riequilibrio finanziario ha ammesso una deroga per essere portata a 20 anni”. A questo proposito Annalisa Apicella ha auspicato che anche il piano di riequilibrio del Comune di Cosenza possa avere una durata ventennale e a questo proposito ha suggerito di dare un input in tal senso ai parlamentari del territorio perché si facciano promotori di una precisa istanza affinché questa opportunità venga concessa anche a Cosenza.

Consiglio Comunale di Cosenza

Apicella ha, al termine del suo intervento, esternato una preoccupazione: “se a Cosenza dovesse essere dichiarato il dissesto, la città interromperebbe il processo di crescita in atto con riflessi negativi anche sul welfare che risulterebbe notevolmente penalizzato. Ecco perché rivolgo un invito a tutti i consiglieri a stimolare i parlamentari ad intraprendere una battaglia per la città”.

In sede di dichiarazioni di voto sul riconoscimento dei debiti fuori bilancio e sulla presa d’atto atto della delibera n.66 della Corte dei Conti, sono intervenuti i consiglieri Marco Ambrogio,  Carmelo Salerno e Andrea Falbo.

Per Marco Ambrogio “quando si viene designati a rappresentare la città è doveroso farlo con partecipazione e non disertando l’aula. Il sale della democrazia è la partecipazione. Gli assenti hanno sempre torto. Oggi il dibattito politico – ha rimarcato Ambrogio – si svolge più sui social che non nelle sedi istituzionali. In questi giorni ne ho sentite di tutti i colori. Credo che sia doveroso riconoscere i debiti fuori bilancio, debiti, peraltro, che provengono dal 1989”. Ambrogio ha quindi raccolto l’allarme lanciato dall’ANCI che ha espresso la preoccupazione diffusa per il 30% dei Comuni italiani con popolazione superiore a 30 mila abitanti che sono a rischio dissesto. “Questo Governo vuole salvarne solo 5. Non si possono tollerare – ha aggiunto Ambrogio – situazioni a macchia di leopardo e dimenticarsi degli altri 495 a rischio dissesto. Questa città la vogliamo amministrare e teniamo al suo futuro.  Non ci tireremo indietro a dire la nostra anche stasera. Dobbiamo migliorare sotto diversi aspetti. E’ inaccettabile – ha aggiunto il consigliere Ambrogio -che il collegio dei revisori bacchetti l’ufficio legale e il Consiglio comunale, perché il collegio dei revisori è un organo totalmente esterno all’Amministrazione comunale. Non può da una parte dare il via libera al riconoscimento dei debiti fuori bilancio e contemporaneamente intimare gli uffici a non pagare gli stessi debiti. La nostra sarà una posizione di garanzia” E preannuncia il voto di astensione, “perché vogliamo essere parte integrante dei processi che governano la città”.

Per il consigliere Carmelo Salerno che ha parlato subito dopo, “l’approvazione dei debiti fuori bilancio è un atto dovuto. Dobbiamo approvare necessariamente questo documento”. Salerno ha poi indirizzato una sollecitazione ad osservare una regola dello Statuto comunale: “vogliamo ricevere – ha detto – i documenti qualche giorno prima per dare il nostro contributo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il consigliere Andrea Falbo che ha considerato un atto dovuto il riconoscimento dei debiti fuori bilancio: “non ci tiriamo indietro, ci assumiamo le nostre responsabilità, nella piena consapevolezza del nostro ruolo che prevede onori ed oneri.

Su iniziativa del Presidente del Consiglio comunale Pierluigi Caputo, l’assemblea ha poi osservato un minuto di raccoglimento per la scomparsa della moglie dell’ex consigliere comunale Cataldo Savastano.

La seduta è ripresa con la discussione sul regolamento comunale per la valorizzazione delle botteghe e degli antichi mestieri della città di Cosenza.

La proposta, approvata preliminarmente dalle commissioni consiliari Cultura e Attività economiche e produttive, è stata illustrata dalla Presidente della commissione  Cultura Alessandra De Rosa. “Le botteghe storiche – ha sottolineato De Rosa – rappresentano un importante patrimonio del territorio da riscoprire e promuovere. Il loro successo è legato alla loro storia, all’abilità dei commercianti e degli artigiani oltre che all’unicità ed alla qualità dei loro prodotti.

Sono tante le attività commerciali e artigianali meritevoli di essere riconosciute come una parte imprescindibile del patrimonio culturale e commerciale della città, detentrici di un capitale sociale di relazioni umane e di tradizioni da difendere e tutelare. Il regolamento ci consentirà di selezionare quelle attività che hanno valore storico, legate alla tradizione o che rappresentano gli antichi mestieri da preservare: fabbri, falegnami, fornai, muratori, orefici, sarti, calzolai. Per acquisire lo status di bottega storica bisognerà essere in possesso di determinati requisiti. Lo status comporterà il rilascio di un apposito marchio e l’accesso ad una serie di  agevolazioni”. Dal consigliere Andrea Falbo è venuta, a questo proposito, la proposta di far realizzare il marchio che caratterizzerà le botteghe  ai giovani del “Lab City” attivato presso lo Sportello Sviluppo e Lavoro che proprio il consigliere Falbo ha implementato nei locali comunali del Centro “I Due Fiumi”.

Nel corso dell’ultima parte del Consiglio di ieri sera è stato discusso anche l’ordine del giorno presentato da un gruppo di consiglieri, primo firmatario Massimo Lo Gullo, riguardante l’opportunità di ripristinare un numero di loculi adeguato a garantire degna sepoltura ai poveri della città.

E’ toccato allo stesso consigliere Lo Gullo illustrarlo brevemente, nonostante la trattazione già avvenuta in commissione welfare.

Massimo Lo Gullo ha insistito per “creare un fondo ad hoc per queste famiglie disagiate, per dare una sepoltura dignitosa ai propri cari”.

Sulla proposta è intervenuto l’Assessore Lino Di Nardo che ha sottolineato la disponibilità dell’Amministrazione comunale. Di Nardo ha solo chiesto di attendere un po’ per dare seguito formalmente, e in modo corretto, alla proposta. Sul punto è intervenuto brevemente anche il Sindaco Occhiuto che ha dato l’indirizzo di stanziare una somma in bilancio, ribadendo di legare le concessioni alla sussistenza di reali requisiti.

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