Terzo turno di Coppa Italia in un mercoledì freddo tipico di ottobre. Il Cosenza agguanta il passaggio del turno e non si può non dedicare la vittoria ad una persona speciale.
Ore 15:00, stadio “San Vito-Gigi Marulla”. Fa piuttosto freddo a Cosenza negli ultimi giorni. Rimbomba il silenzio di uno stadio vuoto che quasi diventa assordante. Si riescono a sentire ancora le voci dei tifosi che incitano la squadra. Sembra passata ormai un eternità, eppure ora è quasi un’anno. La sfida di Coppa Italia tra Cosenza e Monopoli si riscalda con le numerose azioni e dalla bella partita disputata.
Ogni tanto si osservano quegli spalti dove una volta sventolavano bandiere, sciarpe e cori. Oggi si ha tanta amarezza per quello che sta accadendo, e tanta speranza che tutto, prima o poi e molto presto, ritorni alla normalità.
Segnano Petrucci e Kone siglando, di fatti, il passaggio al quarto turno di Coppa Italia.
Una partita tranquilla, certo, che sarebbe potuta diventare pericolosa in qualsiasi momento. Un Cosenza che cresce sempre di più, acquistando quella sicurezza che forse mancava da troppo tempo.
Una sicurezza che, in parte, è merito dei tifosi e del grande amore sempre trasmesso.

E sicuramente parte di quella sicurezza arrivava anche da un giovane Lupo, tragicamente scomparso nei giorni scorsi a causa di un’incidente. Il Capitano prima del match porge un mazzo di fiori ai piedi della curva. Proprio quella curva a cui d’ora in poi mancherà un pezzo. “Mamma curva perde altri sui figli”.
E rimarrà per sempre, lì, un posto vuoto per un qualcuno volato via troppo presto e che faceva del Cosenza, ormai, uno stile di vita. Una partita a porte chiuse, a causa del covid certo, ma che oggi ha fatto del silenzio lo stato d’animo di un’intera città.
Un pezzo di curva, dello stadio, della tifoseria, del Cosenza, non c’è più. Ma guarda tu il destino: il Cosenza vince, dopo la tragica notizia. Una vittoria sicuramente spinta da qualcuno. Ma dedicata ed omaggiata a chi di vittorie ne avrebbe volute vedere tante altre ancora nella sua vita.
Cala la notte, si vede la luna ormai, già alle 5 del pomeriggio. Prima di andare via, si osservano ancora quegli spalti con un sorriso amaro e nostalgico. In uno stadio vuoto, come vuote le anime di chi vive per questi colori, rimbomba una sola frase: “Una vittoria per Emanuele Molinaro”.
(Foto copertina: IlCosenza.it)
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