Iniziativa del Comune con il Centro Antiviolenza e le forze dell’ordine per prevenire la violenza di genere.
Fare dell’educazione alle relazioni, all’affettività, al rispetto e alla parità una componente stabile delle politiche locali di prevenzione della violenza di genere. È l’obiettivo del percorso avviato mercoledì 26 agosto, nella Sala consiliare di piazza Anargiri, durante una nuova riunione del Tavolo permanente per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere.
Al centro dell’incontro, la proposta di costruire un Accordo territoriale per una strategia condivisa di educazione alle relazioni, all’affettività e alla parità, coinvolgendo direttamente le istituzioni scolastiche e i soggetti che operano quotidianamente con bambini, adolescenti e famiglie.
Un ruolo centrale è stato affidato proprio agli Istituti comprensivi del territorio, chiamati non semplicemente ad aderire a un progetto già definito, ma a partecipare alla sua costruzione. L’obiettivo è superare la logica delle singole giornate di sensibilizzazione per arrivare a un percorso continuativo, calibrato sulle diverse fasce d’età e capace di entrare stabilmente nel lavoro educativo con le nuove generazioni.
Al confronto hanno preso parte il Centro Antiviolenza Fabiana Luzzi, i Servizi sociali territoriali, la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, insieme alla presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo, al vicesindaco Giovanni Pistoia.
La strategia proposta punta a intervenire prima che comportamenti violenti e prevaricatori si consolidino: educare al rispetto della libertà dell’altro e alla parità, imparare a riconoscere e gestire emozioni e conflitti, contrastare stereotipi e modelli fondati sul controllo, sulla gelosia e sul possesso, aiutare ragazze e ragazzi a individuare precocemente relazioni non rispettose. In questo quadro si inserisce anche un’educazione consapevole all’affettività, attraverso linguaggi e strumenti adeguati alle diverse età.
<<Il confronto ha raccolto disponibilità e contributi da parte delle istituzioni scolastiche presenti. – dichiara l’Assessore alle Politiche di Promozione Sociale Marinella Grillo – Osservazioni e proposte emerse durante il Tavolo saranno ora utilizzate per definire contenuti, obiettivi, competenze e modalità operative dell’Accordo>>.
È questo uno degli elementi centrali del percorso: non un progetto costruito per le scuole, ma una strategia costruita con le scuole e con la rete territoriale.
Corigliano-Rossano porta con sé anche una memoria dolorosa, legata alle vicende di Fabiana Luzzi e Mariarosaria Sessa e ad altri gravi episodi di violenza che hanno segnato profondamente la comunità. Una memoria che richiama le istituzioni alla responsabilità di affiancare alla commemorazione strumenti concreti e continuativi di prevenzione.
«Alcuni temi non possono aspettare – sottolinea il sindaco Flavio Stasi –. Il nostro territorio porta con sé ferite dolorose e questa memoria non può tradursi soltanto in commemorazione: deve interrogarci sulla capacità delle istituzioni di mettere in campo strumenti reali di prevenzione. Per questo vogliamo fare dell’educazione alle relazioni una linea strutturale della politica locale contro la violenza di genere. Significa educare al rispetto della libertà dell’altro e alla parità, contrastare stereotipi, gelosia, controllo e cultura del possesso e aiutare ragazze e ragazzi a riconoscere per tempo comportamenti prevaricatori e relazioni non rispettose. Il percorso continuerà insieme alle scuole e alla rete territoriale, perché su questo tema non ci siamo fermati e non ci fermeremo».
«Finalmente una risposta reale e concreta per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne – afferma la presidente del Consiglio comunale Rosellina Madeo –. Il Tavolo nella nostra città di Corigliano-Rossano non si limita a puntare i riflettori sui recenti fatti di cronaca, ma va ben oltre: propone soluzioni tangibili. Ecco allora il progetto, in collaborazione con la comunità educante, di portare l’educazione affettiva già nelle scuole elementari: educazione al rispetto, alla parità di genere e alla cultura della non violenza. È solo lavorando sulle future generazioni che si può davvero incidere sulla società e cambiare le cose. E questo lavoro va fatto insieme: famiglia, scuola, istituzioni, forze dell’ordine e la società tutta. Perché nessuno si salva da solo».
Il lavoro avviato il 26 agosto proseguirà quindi con la definizione condivisa dell’Accordo territoriale, chiamato a trasformare l’educazione alle relazioni in una politica pubblica locale stabile, attraverso il coinvolgimento delle scuole, dei servizi, delle istituzioni e delle realtà territoriali impegnate sul tema.
La prospettiva è quella di rafforzare una comunità educante capace di intervenire prima che la violenza si manifesti, accompagnando le nuove generazioni nella costruzione di relazioni fondate sulla libertà, sul rispetto, sulla reciprocità e sulla parità.
Prevenire la violenza significa anche educare alle relazioni: un impegno che il percorso avviato dal Tavolo intende rendere strutturale e condiviso nell’intera comunità.“.

Vai al contenuto



