Banner Conad

“Corpi e menti fragili”, il 21 e 22 novembre a Rende il congresso SINDEM CALABRIA con la grafologa Carmensita Furlano 

La scrittura quale complesso meccanico neuro-psichico e muscolare – tramite il quale il soggetto imparando nella fase primordiale i modelli grafici, li personalizza e li automatizza con la ripetizione continua, rendendoli connotati caratteristici ed identificativi della propria personalità, con tutte le sue variazioni naturali o artificiose, i suoi tremori, le disgrafie, le deviazioni, i tracciati anomali o insoliti –  è studiata dal Grafologo, attraverso la neurofisiologia del movimento scrittorio (gesto grafico) con il quale si manifesta l’unicità del soggetto. Il Codice Deontologico Europeo Grafologi nell’articolo 2 dispone che “La Grafologia, scienza umana e tecnica d’osservazione e d’interpretazione, permette l’indagine sugli aspetti cognitivo-temperamentali per mezzo dell’analisi della scrittura”. La scrittura è movimento che impegna la mano, le dita e l’intera partecipazione della persona che ne inserisce le proprie energie, consce e inconsce. Tra queste forze che conducono al gesto grafico, trovasi l’intelligenza che formula il pensiero, la volontà della decisione per l’atto esecutivo, il sistema neuromuscolare e l’individualizzazione del segno grafico.

La scrittura, proprio in rapporto ai cambiamenti fisiologici della persona, subisce delle modificazioni accidentali, con l’analisi grafologica della scrittura può valutarsi il grado di invecchiamento celebrale riconoscendo gli indici grafologici dell’invecchiamento in vari gradi: scrittura rallentata, appesantita con pressione irregolare e direzione incerta; ritmo interrotto, posato o lento; piccoli tratti superflui; dei movimenti a scosse, angolosi e discontinui; presenza di giustapposizioni ossia di stacchi tra lettere; tremori (con differenziazione tra patologie); presenza di sproporzioni, disuguaglianze di dimensione e deformazione di singole lettere; presenza o di un rimpicciolimento delle lettere o di elevato ingrandimento.

La collaborazione con la grafologia permetterebbe delle diagnosi più complete, veloci, a completamento di esami che non possono mettere in luce gli aspetti più intimi e profondi della persona, lo studio grafologico nella diagnostica precoce risulta essere uno strumento non invasivo e di grande utilità nello screening per identificare disturbi neurologici e cognitivi in fase iniziale,  prevenzione, e poi assistenza e trattamento del soggetto, attraverso anche la rieducazione del Gesto Grafico e l’uso della Grafoterapia, ossia il recupero della funzionalità motoria e cognitiva attraverso esercizi di scrittura, particolarmente efficace in programmi di riabilitazione per pazienti con disfunzioni motorie o cognitive, contribuendo anche al miglioramento dell’equilibrio emotivo e psicologico.

L’impatto della grafologia sui disturbi neurologici attraverso strumenti neuroscientifici tipo l’EEG e la fRMI consente di analizzare scientificamente la correlazione tra i tratti grafici e l’attività cerebrale, individuare segnali precoci di disturbi neurologici o psicologici, come il tremore nella malattia di Parkinson, la difficoltà di disposizione spaziale nei pazienti affetti da Alzheimer o variazioni significative dello stile di scrittura associate a stati di ansia, depressione o stress cronico. Nei pazienti neurologici con lesioni cerebrali o traumi cranici, esercizi di scrittura mirati possono favorire il recupero delle funzioni compromesse, aiutando a riattivare connessioni cerebrali latenti o a compensare funzioni perse attraverso circuiti alternativi. La presenza del grafologo può apportare solo benefici ai pazienti geriatrici ed a quelli affetti da patologie neurologiche, proprio perché la scrittura è il riflesso dell’attività cognitiva che viene stimolata (neuroplasticità, ovvero la capacità del cervello di formare nuove connessioni neurali, fenomeno cruciale nei processi di apprendimento, sviluppo cognitivo e riabilitazione neurologica), ed i propri racconti, le memorie, i disegni, gli scarabocchi sono testimonianza di vita vissuta che indicano il loro passaggio nella storia. Il Grafologo può comprendere più di altri professionisti i tratti grafici sofferenti ed evanescenti, le contratture, le ammaccature, i cedimenti del tracciato, le esagerazioni, le rigidità o stereotipie, le fughe, i sobbalzi, i gesti amorfi e parassiti, tutte spie di uno stato di salute psico-fisica non ottimale, che può tradursi in patologia vera e propria, se non viene adeguatamente e preventivamente trattata. Non è un mistero che già Ippocrate nel V secolo a.C. avesse stabilito lo strettissimo legame tra psiche e soma, nonché la reciproca e continua interazione tra questi due aspetti dell’essere umano; la scrittura, prodotto integrato di tutta l’attività cerebrale che subisce costantemente l’influenza della psiche e si manifesta portando con sé tutti i messaggi ricevuti per poi trasferirli “graficamente” sul foglio bianco.

Il Grafologo, nei suoi vari aspetti, dovrebbe essere presente nel novero degli specialisti che convergono allo scopo di facilitare il recupero funzionale della persona, sia nel momento valutativo del paziente che nella funzione di ricerca e di comprensione dell’utilizzo pieno del sintoma “scrittura”; colmando, anche, il vuoto normativo esistente nell’ambito sanitario data l’assenza di una figura specifica dotata di competenza, tale da consentire l’effettuazione di una precisa e sistematica individuazione dei parametri caratterizzanti del gesto grafico. Prova ne è che nel percorso formativo-universitario di tutte le discipline sanitarie non vi sono esami o alcuna prova di natura grafologica, con conseguente carenza di preparazione e formazione sul punto. La Grafologia è un valore aggiunto per l’intera collettività andando a considerare diritti costituzionalmente garantiti e quindi fondamentali per la persona, promossi anche da quanto affermato dall’OMS nel 1948 che “salute non è la mera assenza di malattia od infermità, ma un completo benessere fisico mentale e sociale”.

Di tutto ciò ne dialogherà il Grafologo D.ssa Carmensita Furlano, nel prossimo Congresso SINDEM CALABRIA “Corpi e menti fragili: il declino cognitivo nel contesto delle comorbidità” – Presidente Regionale Dr. Roberto Bruno Bossio che si svolgerà nelladue giorni del 21/22 novembre presso l’Hotel President di Rende, che si propone di fornire un aggiornamento evidence-based sulle principali comorbidità associate alla demenza; favorire il confronto tra professionisti di diverse discipline e promuovere modelli di cura integrati, centrati sulla persona, il tutto per promuovere e migliorare gli interventi nel campo delle demenze, sia dal punto di vista delle terapie, ma anche per il sostegno e l’accompagnamento del paziente e dei familiari lungo tutto il percorso di cura come stabilito nel Piano Nazionale delle Demenze.

Congresso Corpi e menti fragili a Rende
Condividi questo contenuto