Banner Conad
Francesco De Cicco

Cosenza a secco, De Cicco: «Combatto contro la malapolitica e la malagestione del servizio idrico»

Dalla crisi idrica allo strappo con Caruso, il consigliere regionale attacca Regione e Comune e chiede di sbloccare 74 milioni per Cosenza e provincia. Sul futuro della città ribadisce: «Sappiamo dove si deve intervenire. Ascoltando i cittadini ho acquisito una laurea che non potrà mai acquisire nessun politico»

DI ELVIRA SANGINETO

La crisi idrica al centro, la rottura con l’amministrazione comunale di Cosenza e la rivendicazione di un progetto politico sul quale lavora da tempo, con una squadra che, nelle sue parole, avrebbe già le idee chiare per governare e interpretare il futuro della città. Francesco De Cicco, consigliere regionale, ex assessore di Palazzo dei Bruzi e presidente dei Democratici progressisti meridionalisti, affida a una diretta un attacco politico che investe sia il centrodestra alla guida della Regione sia il centrosinistra che governa Cosenza.

«La politica nella città di Cosenza ha fallito», sostiene con fermezza. Un affondo che si inserisce nella frattura aperta con il sindaco Franz Caruso dopo aver ritirato il sostegno all’amministrazione, lasciando agli assessori la scelta sul proprio incarico. Pasquale Sconosciuto ha rassegnato le dimissioni confermando la propria vicinanza al consigliere regionale; diverso il percorso di Gianluca Orrico, che ha lasciato i Dpm e successivamente anche la giunta.

Il primo argomento è quello dell’acqua. Pur riconoscendo le difficoltà stagionali delle sorgenti, De Cicco concentra le contestazioni sulla gestione del servizio e sulle responsabilità politiche. «Io sto combattendo con la malapolitica e la malagestione del servizio idrico».

Riferisce inoltre di aver chiesto un incontro al presidente di Sorical per sollecitare lo sblocco di 74 milioni di euro che, secondo quanto dichiara, dovrebbero essere investiti su Cosenza e provincia. «I fondi economici ci sono: dobbiamo combattere affinché vengano spesi sul territorio», insiste, richiamando gli investimenti annunciati da Catanzaro e Reggio Calabria. Finanziamenti che accoglie positivamente, ma che utilizza per contestare la debolezza politica della rappresentanza cosentina che non si rende conto di quanto sia in ginocchio la città.

E poi le elencate difficoltà dei diversi quartieri, dalla parte vecchia fino ai confini con Rende. Nella zona di Spirito Santo e dintorni, riferisce, l’erogazione si interromperebbe tra le 17.30 e le 18. Ancora più critica la situazione del centro: «Arriva alle 9 e va via alle 10-10.30, massimo 11».

Poi l’attesa fino alla mattina successiva. Il servizio durerebbe qualche ora in più in via Panebianco, fino alle 12-12.30, e in viale Cosmai, fino alle 13-14. A Serra Spiga, invece, già al mattino arriverebbe soltanto «un filo d’acqua», mentre tra le 15.30 e le 16 resterebbero senz’acqua sia San Vito sia Serra Spiga.

«Adesso il sindaco si è svegliato, negli ultimi 6 mesi (…) ma la città ha già deciso».

La conclusione rafforza il progetto politico per il futuro della città. «Sto preparando una proposta politica e una squadra che deve fare la differenza e far ritornare la città di Cosenza dove merita. (…) Abbiamo le idee molto chiare. Sappiamo dove si deve intervenire».

Il fondamento della proposta resta l’ascolto del territorio. E proprio a quel rapporto affida la chiusura: «Ascoltando i cittadini ho acquisito una laurea che non potrà mai acquisire nessun politico».

Condividi questo contenuto