GENOVA- Altra batosta, in casa dei cugini, nel tempio di Marassi, davanti allo sventolio di un unico immenso rossoblù. Il Cosenza regge un tempo e dopo aver sfiorato il pari con D’Urso si fa travolgere dalla maggior caratura tecnica degli uomini di Gilardino (4-0). Prima del match risuona il brano Guasto D’Amore, nuovo inno del Grifo: l’atmosfera é da brividi e regna un generale tripudio rossoblù. Sugli schermi del Ferraris compaiono le carte Panini di Gigi Marulla, con la maglia del Genoa e del Cosenza: «nel cuore per sempre». Venendo al campo, il primo tempo é del Genoa: la squadra di Gilardino dimostra di essere sempre sul pezzo e non si fa sfuggire neanche una palla. A suon di pressing e di conclusioni da qualsiasi distanza, gli 11 del “Vecchio Balordo” schiacciano completamente il Cosenza che chiude la prima frazione di gara con un solo tiro in porta arrivato agli sgoccioli grazie a D’Urso. La condotta della difesa cosentina é discreta ma solo fino al fino al goal del vantaggio Genoa segnato da un Drăgușin completamente smarcato. C’è tanto da fare. Il dato sul possesso palla e sui tiri da fermo sorride al Genoa. Non cambia anzi peggiora la musica nel secondo tempo. Il Cosenza ha qualche possibilità da fermo ma il Genoa ha sempre quella marcia in più. Secondo e terzo goal arrivano in serie; il quarto é un sigillo a dimostrazione che i lupi del Cosenza riescono a perdere il pelo e il vizio con tanta facilità nelle situazioni di svantaggio. La difficoltà appare sempre più evidente. Questione psicologica? Se possiamo definirla tale, come accade da inizio campionato, va soppressa in poco tempo per salvare il salvabile. Il tempo per far punti é sempre meno: mancano solo 10 giornate. Quale sarà il destino degli uomini di Viali? Questo lo sapremo tra non molto…ma una cosa é certa: c’è ancora tanto da soffrire. Una buona dose di fattore c (chiaramente nell’accezione di fortuna) sarebbe il farmaco perfetto. Ma il Cosenza all’appello oggi ha risposto assente. Non giustificato. Se diamo un occhio alle partite di questa giornata é andata fin troppo bene con le sconfitte di Brescia e Venezia e il pareggio del Brescia. Non sorride ai lupi la vittoria della Spal, prossima avversaria al San Vito-Marulla domenica 12 alle 16:15.
LA CRONACA
Pronti via, si inizia: batte il Cosenza che perde subito palla. Pressing e giro palla genoano. Puscas, dopo appena un minuto, tenta la prima conclusione che finisce dritta in curva. Angolo Genoa al quinto minuto: lo schema é complicato, palla fuori. Poco dopo risponde il Cosenza con Caló tenta di lanciare Nasti, ma la palla non arriva a destinazione. Il Grifone schiaccia il Cosenza in un paio di occasioni consecutive con protagonisti Puscas che viene servito due volte dalla sinistra da Gudmunsson. Quest’ultimo intorno al quarto d’ora tenta la conclusione al volo puntualmente bloccata da Micai. Continua l’egemonia Genoa: Haps crossa per Sabelli che prova il cucchiaio; palla sulla traversa. La difesa rossoblù é presente nonostante l’alto pressing; superlativo il lavoro di Vaisanen in questa fase di gioco. Sturaro poi arriva in ritardo su Venturi, ma viene graziato dell’ammonizione. Brividi per il Cosenza alla mezz’ora: Strootman tira forte servendo Gudmunsson, Micai spedisce in angolo. Dalla bandierina c’è Sturaro che trova Vogliacco, palla alta. Il Genoa trova l’opportunità da palla inattiva al limite dell’area: Gudmunsson batte verso la sinistra dove c’è Dragusin che,completamente smarcato, stacca di testa e trova l’1-0: é la sua terza marcatura in campionato. La prima operazione del Cosenza arriva sul palla inattiva sul finire della prima frazione di gara: Caló svirgola alla grande verso il palo lontano, D’Urso, senza uomini addosso, viene beffato dal legno della porta. Al rientro, Rispoli riceve una tacchettata sul ginocchio: la botta é stata forte ma ce la fa a restare in campo. Zilli in seguito ha il coraggio di addentrarsi in area e ottiene corner. Ancora Caló dalla bandierina, taglia Zilli; Marras riparte ma commette fallo, ammonito. Genoa ancora pericoloso con Strottman che dal limite mena una conclusione insidiosa rasoterra che Micai devia. D’Urso risponde ma agape lo chiude ancora in angolo: Meroni stacca ma la palla finisce tra le braccia di Martinez. Al 60º Calò si lascia rubare il pallone da Gudmunsonn che segna gol allungandosi il pallone su Micai: un cioccolatino solo da scartare che sancisce il 2-0. Neanche il tempo di festeggiare il secondo goal che il Genoa fa il terzo: la difesa del Cosenza è completamente bucata, George Puscas trova spazio, oltrepassa la difesa e batte ancora Micai. Il sigillo sul match lo mette Jagiello all’80: difesa ancora impreparata, Jagiello si impone in area e segna il 4-0. Ennesima sconfitta umiliante in stagione per il Cosenza. Onore ai nostri mille supporters giunti fino a Genova per lo storico gemellaggio.
IL TABELLINO
GENOA: Martinez, Sabelli (26′ st Hefti), Dragusin, Strootman, Gudmundsson (37′ st Accornero), Bani (19′ st Criscito), Vogliacco, Sturaro (19′ st Frendrup), Badelj (19′ st Jagiello), Haps, Puscas
A disposizione: Semper, Salcedo, Ekuban, Matturro Romero, Lipani, Yalcin, Dragus
Allenatore: Gilardino
COSENZA: Micai, Rispoli (35′ st Martino), Brescianini, Calò (25′ st Kornvig), D’Urso, Meroni, Vaisanen, Nasti (19′ st Delic), Venturi, Marras (19′ st La Vardera), Cortinovis (1′ st Zilli)
A disposizione: Lai, Marson, Rigione, D’Orazio, Salihamidzic, Agostinelli, Florenzi
Allenatore: Viali
ARBITRO: Sig. Giua Antonio di Olbia ASSISTENTI: Sig. Costanzo Alessandro di Orvieto, Sig. Passeri Matteo di Gubbio IV UFFICIALE: Sig. Angelucci Luca di Foligno VAR: Sig. Maggioni Lorenzo di Lecco AVAR: Prontera Alessandro di Bologna
MARCATORI: 33′ pt Dragusin (G); 11′ st Gudmundsson (G), 14′ st Puscas (G), 34′ st Jagiello (G)
NOTE: Ammoniti: 7′ st Marras (C), 40′ st Zilli (C)
A cura di Francesco Lembo.
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