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Cosenza, assegnato il Premio AIParC “Irene Tripodi” 2026 all’ambasciatrice Blefari Melazzi e al cardiologo Indolfi

Consegnati a Palazzo dei Bruzi i prestigiosi riconoscimenti AIParC alla presenza del Sindaco Franz Caruso e del Prefetto Rosa Maria Padovano.

E’ stato assegnato all’ambasciatrice Anna Blefari Melazzi, diplomatica di grande esperienza internazionale, e al professor Ciro Indolfi, tra le più autorevoli eccellenze della cardiologia italiana e del mondo accademico, il Premio AIParC “Irene Tripodi” 2026. La cerimonia di consegna si è svolta nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, presenti il Sindaco di Cosenza Franz Caruso e il Prefetto Rosa Maria Padovano.

Il Premio AIParC Cosenza “Irene Tripodi” è stato promosso dall’Associazione Italiana Parchi Culturali ed è giunto alla sua seconda edizione. Alla cerimonia hanno preso parte il Sindaco  Franz Caruso, il Prefetto di Cosenza, Rosa Maria Padovano, il presidente di AIParC Cosenza, Tania Frisone, il professor Salvatore Timpano, Presidente AIParC nazionale, il professor  Giuseppe Trebisacce, già docente dell’Università della Calabria e consigliere di AIParC, il Presidente della Commissione Cultura di Palazzo dei Bruzi Mimmo Frammartino e Nella Matta, socia onoraria dell’AIParC nazionale, insieme a rappresentanti istituzionali, del mondo universitario e della società civile.

I lavori sono stati moderati dalla giornalista Carmela Formoso. Nel suo intervento, il sindaco Franz Caruso ha sottolineato il valore delle due personalità premiate “di grande prestigio e di altissimo profilo internazionale – ha detto – che hanno dato e continuano a dare tantissimo al territorio, rappresentando la storia, la cultura e la tradizione della città di Cosenza”. Rivolgendo un particolare saluto all’ambasciatrice Anna Blefari Melazzi, il primo cittadino l’ha definita “una eccellenza cosentina, ambasciatrice della nostra città nel mondo, espressione tra le più alte della realtà territoriale calabrese”, evidenziandone la brillante carriera diplomatica che “ha dato lustro al Paese e alla città di Cosenza”. Parole di grande apprezzamento anche per il professor Ciro Indolfi, che il sindaco Franz Caruso ha ricordato come “una figura di assoluto rilievo della cardiologia italiana e internazionale”, oggi docente all’Università della Calabria, dove ha scelto di portare avanti un innovativo progetto di applicazione dell’intelligenza artificiale alla cardiologia. “Un percorso – ha aggiunto Franz Caruso –  che trova terreno fertile all’Unical grazie alla presenza di studiosi di fama mondiale nel campo dell’IA, come Nicola Leone e l’attuale rettore Gianluigi Greco”.

 “È una giornata particolarmente importante e significativa per la nostra città – ha affermato Franz Caruso –. Apriamo sempre di più la casa comunale alla città e agli eventi culturali che qualificano il nostro territorio. Oggi, attraverso questo Premio, celebriamo cultura, tradizione e innovazione, nel nome di una donna che ha lasciato un segno profondo nella comunità calabrese”. Il Sindaco ha quindi rivolto un ringraziamento particolare al Prefetto Rosa Maria Padovano, “presenza costante e punto di riferimento per il territorio e le amministrazioni locali”, sottolineandone la vicinanza istituzionale ed umana. Nel suo intervento, il Prefetto ha espresso gratitudine per le parole del Sindaco ed ha ribadito il valore dell’iniziativa, definendola “un’importante occasione per celebrare le eccellenze del territorio e il contributo di personalità che, con passione e competenza, hanno dedicato il proprio impegno alla crescita della Calabria”.

Il Prefetto Padovano, ha ricordato anche la figura di Irene Tripodi come “una donna di grande spessore culturale e accademico”, evidenziando come il Premio rappresenti uno strumento concreto per custodirne la memoria e trasmetterne l’eredità morale e culturale. Riferendosi ai premiati, il Prefetto Rosa Maria Padovano ha sottolineato come l’ambasciatrice Anna Blefari Melazzi abbia fatto della propria vita “un percorso al servizio delle persone e delle istituzioni”, mentre il professor Ciro Indolfi offre “un contributo scientifico di indiscutibile valore nel campo cardiologico”.

Il Premio “Irene Tripodi”, istituito nel 2024 da AIParC Cosenza, è nato per onorare la memoria della fondatrice dell’associazione, docente, educatrice e promotrice culturale di straordinaria sensibilità umana. Irene Tripodi dedicò la propria vita alla formazione, alla tutela dell’identità storica e civile della Calabria e alla valorizzazione del territorio attraverso numerose iniziative culturali e sociali. Il presidente nazionale dell’AiParc, Salvatore Timpano, ha sottolineato, nel suo intervento, l’importanza dell’iniziativa, intitolata alla prima Presidente nazionale dell’AiParc, prematuramente scomparsa, anticipando che la prossima edizione del Premio avrà carattere nazionale.

La Presidente di AIParC, sezione di Cosenza, Tania Frisone ha ricordato come il Premio “Irene Tripodi” vuole rappresentare un segno di gratitudine verso le personalità che, per l’importanza del loro operato, si sono distinte in diversi ambiti, contribuendo al progresso culturale e scientifico della Calabria. La prof.ssa Nella Matta, socia onoraria dell’Aiparc nazionale, intervenuta subito dopo, parlando della cardiologia cosentina ha rivolto un particolare ringraziamento al prof. Franco Plastina, recentemente premiato alla carriera e che nel settore è stato un punto di riferimento nazionale, formando una generazione di bravi cardiologi.

La presentazione dei due premiati è stata affidata al prof. Giuseppe Trebisacce, già ordinario di Storia della Pedagogia all’Università della Calabria e consigliere dell’AIParc. Il prof.Trebisacce ha ringraziato il Sindaco Franz Caruso e la Presidente dell’AIPARC-Sezione di Cosenza “per il privilegio e l’onore concesso nel presentare due personalità di straordinario prestigio istituzionale e umano, alle quali mi sento particolarmente legato: per orgoglio paesano, nei riguardi dell’Ambasciatore Anna Blefari Melazzi per la comune origine amendolarese; e per l’infinita gratitudine che provo nei riguardi del prof. Ciro Indolfi, mio insostituibile cardiologo che segue con grande competenza e generosità le “bizzarrie” del mio cuore”.

Con riferimento all’ambasciatrice Blefari Melazzi, il Prof.Trebisacce ha parlato di “esempio luminoso di competenza, di dedizione allo Stato e di capacità di aprire nuove strade in un mondo che, soprattutto negli anni in cui iniziò la propria carriera, era ancora largamente dominato dalla presenza maschile”. 

Trebisacce ha ricordato la misura del talento dell’ambasciatrice che “nel 1969 superò il concorso diplomatico classificandosi quinta su circa 500 candidati, diventando una delle prime donne italiane ad entrare nella carriera diplomatica. In quegli anni si trattava di una conquista non soltanto professionale ma anche culturale e civile. Significava dimostrare che l’intelligenza, la preparazione e l’autorevolezza non hanno genere, ma appartengono al merito e alla qualità della persona”.

Della carriera di Anna Blefari Melazzi il prof.Trebisacce ha ricordato anche il ruolo avuto, nel 1972, nell’Ufficio stampa e informazione della Presidenza della Repubblica. Ripercorsa, durante l’intervento, la carriera diplomatica con i diversi incarichi ricoperti, compreso quello presso l’Ambasciata d’Italia a Washington. Inoltre, Anna Blefari Melazzi è stata il primo alto dirigente donna della carriera diplomatica a ricoprire l’incarico di Direttore Generale alla Farnesina. “Un traguardo storico – ha sottolineato il prof.Trebisacce – che non rappresenta soltanto un successo personale, ma anche un passaggio importante nel cammino delle donne nelle istituzioni italiane”. Significativo il contributo offerto non solo alla diplomazia politica ed economica, ma anche alla diffusione della lingua, della cultura e dell’identità italiane nel mondo. A gennaio del 2006 venne nominata dal Consiglio dei Ministri Ambasciatore, la terza donna ad accedere al grado apicale della carriera diplomatica. Prima del collocamento a riposo per raggiunti limiti di età, ha ricoperto l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Varsavia.

“Per tutte queste ragioni – ha concluso Trebisacce – il premio conferito ad Anna Blefari Melazzi non celebra soltanto una brillante carriera diplomatica, ma rende omaggio a una donna che ha rappresentato un modello di eccellenza, di servizio allo Stato e di emancipazione femminile”.

Quindi il prof.Trebisacce ha presentato il prof. Ciro Indolfi. “procedere in questo compito – ha esordito – significa raccontare insieme due storie che si intrecciano continuamente: quella dello scienziato di fama internazionale e quella dell’uomo che non ha mai smesso di custodire dentro di sé il senso profondo delle proprie radici”. Trebisacce ha sottolineato che “il curriculum scientifico del prof.Indolfi appartiene ormai alla storia della cardiologia italiana ed europea”.

Professore Ordinario di Cardiologia presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, direttore di strutture d’eccellenza, presidente della Federazione Italiana di Cardiologia, autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche internazionali e protagonista di ricerche decisive sui meccanismi della restenòsi coronarica e sugli stent medicati, il suo nome è legato ad alcune delle innovazioni più importanti della cardiologia interventistica moderna.

“Dietro l’autorevolezza del medico e del ricercatore – ha rimarcato Trebisacce – emerge una figura profondamente umana. Un uomo cresciuto in una famiglia numerosa ai piedi del Vesuvio, educato al valore dello studio da una madre insegnante e da un padre avvocato, appassionato di cultura umanistica”.

Nel racconto del prof.Trebisacce emerge anche una pagina dolorosa di vita familiare: la perdita della madre, per una cardiopatia, sofferta dal prof.Indolfi mentre si trovava negli Stati Uniti per motivi di studio. Un dolore che lui stesso ha definito “scolpito nel cuore” e che probabilmente ha trasformato la medicina in qualcosa di più di una professione: una missione umana.

La sua esperienza americana alla University of California di San Diego rappresentò una svolta decisiva. In quel contesto di rigore scientifico e disciplina internazionale, Indolfi comprese che la ricerca è metodo, sacrificio e perseveranza. Ed è significativo che proprio lui dica oggi che la vera arma del suo successo non è stata l’intelligenza, ma la capacità di “continuare a camminare quando gli altri si fermavano”.

Questa perseveranza si traduce concretamente nella scelta che cambia la sua vita e, in parte, anche la storia della sanità calabrese: arrivare a Catanzaro nel 1999, su sollecitazione dell’allora Rettore, il compianto Prof. Salvatore Venuta, per costruire dal nulla la Cardiologia universitaria calabrese. Una sfida che fa diventare lo scienziato costruttore di futuro. Forse il tratto più bello della sua storia è proprio il legame affettivo con la Calabria. In un tempo in cui spesso i grandi professionisti cercano soltanto i luoghi più prestigiosi del mondo, lui sceglie di restare in Calabria, venendo a lavorare presso l’Università della Calabria, come Professore straordinario di Cardiologia, accettando un’altra sfida difficile.

Sono, infine, intervenute le due personalità premiate. L’ambasciatore Anna Blefari Melazzi ha tracciato con grande chiarezza il quadro geo-politico-diplomatico che ha caratterizzato gli ultimi ottant’anni della storia occidentale, dalla fine della seconda guerra mondiale al lungo periodo di pace di cui l’Europa e l’Occidente hanno goduto, esprimendo forti preoccupazioni e timori per il quadro che si è venuto attualmente determinando. Il prof. Ciro Indolfi ha sottolineato l’importanza della prevenzione, sia a livello cardiologico che, in generale, per salvaguardare la salute, ed ha sviluppato una serie di interessanti riflessioni sull’ importanza dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina. Parlando della sua esperienza professionale, ha sottolineato il valore della costanza, dell’impegno e della determinazione nel perseguire gli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere e che danno senso alla vita.

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