L’assessore Pina Incarnato apre chiedendo una richiesta ufficiale da parte di Bilotti
Roberto Bilotti Ruggi D’Aragona è proprietario di una collezione d’arte di grande valore. La sua famiglia dispone di centinaia di pezzi risalenti all’epoca ottocentesca e anche di opere antiche che vanno dal neolitico all’età del bronzo. Lo abbiamo sentito, insieme all’assessore Pina Incarnato.
Sig. Bilotti lei voleva donarli alla città di Cosenza, ma la direttrice del Museo dei Bretti e degli Enotri si sarebbe opposta. In più il Comune dice che non ha ricevuto nessuna offerta formale. Come risponde?
La mia offerta informale ha già avuto delle risposte con dichiarazioni pubbliche: la prima è stata quella di Marilena Cerzoso, che ha addirittura definito la mia collezione fuori contesto. Mentre in realtà forse lo sono di più i cimeli garibaldini di tutto l’ultimo piano.
Inoltre dei tre piani solo uno è destinato all’archeologia, parliamo di un museo che dovrebbe essere interamente archeologico. Le mie opere riguardano la sfera magnogreca.
Nei miei vasi sono raffigurati i dioscuri Castore e Polluce che rievocano le battaglie tra le polis di Locri e Crotone. Poi un importante nucleo di ceramica rievoca la cultura etrusca presente nella provincia di Cosenza, come documentato dai ritrovamenti a Santuario Imbelli di Amantea e dell’abitato della Pertosa presso Scalea. Come si può minimamente affermare che sono fuori contesto? Suvvia.

Pina Incarnato ha dichiarato al nostro giornale che “è aperta un’interlocuzione continua con lei, inoltre che una volta arrivata la richiesta saranno felici di valutare la consistenza delle opere e la loro provenienza”.
Guardi, l’assessore Pina Incarnato si era già espressa ai microfoni di La C News dicendo che condivideva la posizione della dottoressa Cerzoso sul fatto che la mia collezione fosse fuori contesto per il museo. Addirittura ha affermato che ne snaturerebbe la filosofia. Per cui credo che se un assessore fa una dichiarazione pubblica di questo tipo si presuppone che rifletta la volontà della giunta comunale.
Dovrebbero tener conto delle considerazioni fatte dal professore universitario Ottavio Cavalcanti che si fece promotore direttamente con il Sindaco sulla necessità di ripristinare l’immagine magnogreca di Cosenza.
Visto che parliamo di contesto, ricordo anche cosa espresse il Decreto del Ministero per i Beni e le attività culturali: “La collezione Bilotti Ruggi D’Aragona riveste eccezionale interesse ai sensi dell’art.10 comma 3, lettera e del G.Lgs 42/2004″’. E come tale sottoposta a tutte le disposizioni di tutela culturale riconosciuta che potrebbe far crescere il nostro territorio.
Non è la prima volta che la mia città perde delle occasioni irripetibili. Nel 2005 proprio a Sant’Agostino con la mostra “Opere della collezione Carlo Bilotti da Picasso a Warhol” esponemmo opere di Picasso, Leger, De Chirico, Warhol, che mio zio avrebbe voluto lasciare a Cosenza ma non trovò posto.
Così ci rivolgemmo al Sindaco di Roma che mise a disposizione l’Aranciera di Villa Borghese dove sono tuttora esposte. Io vorrei fare molto per la città purché ne possa avere l’occasione.

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