In un mondo dove si comunica in continuazione, c’è un uomo a Cosenza che si è chiuso in un silenzio infinito. Ed è un silenzio che nel calcio ha quasi dell’incredibile.
Stiamo naturalmente parlando di Eugenio Guarascio il presidente del Cosenza calcio. Un silenzio che ha completamente devastato l’intera tifoseria che ogni giorno cerca qualcosa tra le righe di un articolo, si aggrappa a messaggi cifrati o ad un post di giocatori ormai in vacanza.
E se Micai oggi saluta la tifoseria con queste frasi: “ho sperato che questo momento non arrivasse mai, purtroppo oggi finisce il mio viaggio con il Cosenza calcio. Ringrazio tutte le persone che mi hanno accolto e sin da subito mi hanno fatto sentire quell’importanza di cui avevo bisogno. Avevamo costruito qualcosa di importante ma purtroppo non tutte le storie hanno un lieto fine. Auguro a tutto l’ambiente di ritornare al più presto ad ammirare il Cosenza che tutti abbiamo conosciuto, quel Cosenza delle salvezze all’ultimo secondo, quel Cosenza che lotta con i denti per difendere la propria terra e dai quel filo da torcere a tutti, quel Cosenza che sfiora i play off facendo divertire. Grazie di tutto, a presto”, Guarascio non parla.
E non parla nemmeno il possibile acquirente di cognome Oliva che addirittura pare avesse contattato già un direttore sportivo nuovo ed un allenatore, ma niente.

Domani è già 2 luglio con un ritiro alle porte, ma non si sa nulla e non si naviga nemmeno a vista.
E tutto questo è una grande umiliazione per una società storica come quella del Cosenza calcio che ha visto alternarsi giocatori, presidenti, direttori sportivi, ma sempre in una ottica precisa che è quella di garantire alla città, ai tifosi e all’intera provincia un briciolo di programmazione.
Parliamo di briciolo di programmazione perché a tanta gente basterebbe capire come si andrà ad affrontare una stagione già complicata di suo.
L’ambiente è completamente in ginocchio con il “Guarascio vattene” che è destinato ad essere quasi una canzone d’estate ormai, un ritornello conosciuto da grandi e piccoli.
Padre e figli uniti da questo coro. Eppure bastava poco anche per un uomo che ha preferito la strada della non comunicazione in un’era dove anche chi va “al bagno” lo dice.
Chissà se domani.. e poi ancora domani aspettando un segnale. Un solo segnale rossoblu… Guarascio comunica.. E’ arrivato il momento di farlo per il bene di tutti.
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