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Cosenza Calcio: nel ritiro la resa dei conti tra Gemmi e la squadra

Si respira aria pesante in casa Cosenza. Dopo la sconfitta di lunedì contro il Brescia, al termine della quale i calciatori sono stati oggetto dei malumori dei tifosi, che con fischi e imprecazioni hanno manifestato la loro rabbia, la salvezza vacilla

Oggi sembra non girare nulla per la squadra rossoblù, e anche la dea bendata, probabilmente stanca di dover mettere sempre il suo zampino, ha abbandonato i lupi. Tanti sono gli episodi sfortunati, infatti, che hanno penalizzato i risultati negli ultimi match.

Non è colpa della fortuna, diciamolo, ma senza il suo aiuto ci sentiamo più spacciati che mai. Purtroppo, si sa, i momenti di difficoltà non sono mai facili da affrontare, ed il nervosismo la gioca da padrona.

Sembra che nella giornata di ieri il nervosismo sia arrivato ai massimi livelli, tanto che sembrerebbe siano “volati stracci” tra il DS Roberto Gemmi ed una buona parte di calciatori.

Il motivo? Secondo alcune voci vicine alla società l’esonero di mister Caserta avrebbe generato malcontento da parte di alcuni giocatori che erano molto legati all’ex tecnico rossoblù. Testimonianza del legame sarebbero anche i tanti messaggi pubblicati a sostegno del mister dopo la notizia, “improvvisa”, del suo esonero.

Un ammutinamento da parte della squadra che sembrerebbe anche sul punto di rifiutarsi di prendere parte agli allenamenti

Potremmo dire, e non ci allontaniamo con molta probabilità dalla verità, che il problema di fondo sia la mancata comunicazione da parte di una società che spesso, se non sempre, ha parlato poco, e male. Dalla gestione Caserta, del quale l’esonero è stato pensato come la panacea di tutti i mali, fino ad arrivare al ritorno di Viali, con in mezzo il fantasma di Bisoli che sembra non sia stato mai contattato per un probabile ritorno in panchina.

In molti frangenti della stagione è stato difficile capire quale fosse il pensiero della società sull’allenatore originario di Melito Porto Salvo. Certo è che il suo operato, se consideriamo le parole espresse più volte dai vari addetti ai lavori e dal tecnico stesso, era in linea con l’obiettivo stagionale. Una salvezza tranquilla, di questo e non altro si è parlato da inizio anno.

A partire da questa dichiarazione era facile intuire che Caserta stava svolgendo il suo lavoro per quanto richiesto. Cosa ha portato a questo cambiamento improvviso? La dichiarazione del Presidente Guarascio nel giorno dei festeggiamenti dei 110 anni del club, nella quale ha espresso il sogno di arrivare ai playoff? Sogno condiviso anche da Gemmi?

I tifosi sono chiamati a sognare, una società che lavora seriamente no. Cosa arriva all’esterno? Confusione, approssimazione, a tratti un incomprensibile egocentrismo. Tutto questo non fa bene. E non fa bene soprattutto in un momento delicato in cui, come ogni anno, a giocarsi la salvezza, a caricarsi di ansie e ad avere gli incubi di un possibile ritorno in serie C sono solo ed esclusivamente i tifosi.

Abbiamo camminato sull’orlo del precipizio per cinque lunghi anni. Ora cosa resta? Imparare, ma davvero, o rassegnarsi al peggio. A chi di dovere la scelta!

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