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Cosenza: che bello rompere il ghiaccio così! E ora sotto a chi tocca

Con una performance da veri lupi il Cosenza di Braglia restituisce il sapore dolce della vittoria ai tifosi rossoblu. 3 punti strameritati quelli strappati alla Reggina

Una vittoria che è oro colato, dal valore inestimabile. Numericamente parlando: è il primo successo stagionale, è un colpaccio esterno che mancava da quasi 6 mesi, è una gioia che allo stadio “Granillo” di Reggio Calabria tardava ad arrivare, addirittura dal lontanissimo 1959, e che fa il pari con lo storico trionfo della passata stagione a Catanzaro, quando gli anni dall’ultimo successo erano addirittura 66.

In termini di importanza è ossigeno puro, aria pulita per i polmoni rossoblu intossicati da mesi di ruggini, insoddisfazioni e scorie che rischiavano di incancrenirsi pericolosamente. Il nuovo tecnico Piero Braglia è sulla panchina del Cosenza da poco, in due partite ha racimolato 3 punti e ha tutta l’intenzione di concludere il trittico di impegni ravvicinati portando il proprio bottino personale a quota 6, con una vittoria nell’anticipo serale di venerdì con la Casertana. Vorrebbero dire 8 punti in 8 gare: non ancora in linea con le ambizioni di una compagine partita per fare la voce grossa nel torneo di serie C, ma comunque utopia fino a poche settimane fa. No, non è nostra intenzionare magnificare oltremodo le gesta di un gruppo che non ha fatto altro che vincere una semplice partita, peraltro la prima di una stagione finora alquanto travagliata, ma si ha come la sensazione che il match di ieri in riva allo stretto sia stato il classico spartiacque che cambia il volto ad un’annata.

L'abbraccio tra Dermaku e Mendicino a fine partita (photo Cosenza Calcio)
L’abbraccio tra Dermaku e Mendicino a fine partita (photo Cosenza Calcio)

I meriti, allo stesso modo delle colpe quando le cose non girano nel verso giusto, sono di tutti ma è necessario porre in primo piano le prestazioni di alcuni singoli che hanno consentito di elevare il livello tecnico e qualitativo della squadra rossoblu. Ne abbiamo individuato uno per ruolo, senza nulla togliere agli altri: Kastriot Dermaku, il leader che non ti aspetti, padrone assoluto del reparto difensivo; quel Loviso che, era ora, si è messo a fare il Loviso, probabilmente rinfrancato da una rinnovata fiducia, quella che gli era stata negata dall’ex tecnico Fontana, con cui era diventato una riserva; infine il match winner di ieri Ettore Mendicino, alzi la mano chi, guardando i 79 minuti in cui è rimasto in campo, si è accorto che non era ancora al 100% della condizione fisica.

Super Mendo è un connubio di qualità e quantità, quando il peso dell’attacco non è interamente sulle sue spalle ma è equamente distribuito con il compagno di reparto Baclet, anche lui preziosissimo, i risultati si vedono e dei benefici ne gode l’intero undici. Il gol è una perla d’altri tempi, nonostante la trattenuta del difensore amaranto Gatti la caparbietà nel tentare comunque la battuta in sforbiciata e la precisione con cui la sfera viene indirizzata alle spalle di Cucchietti sono da applausi. La strada ora è più scorrevole, il Cosenza ha il dovere di alzare i giri e ingranare la seconda (vittoria) nella partita che fra solo 48 ore lo vedrà contrapposto alla Casertana del nuovo tecnico D’Angelo, anche lui contattato nel casting messo su dalla società silana all’indomani dell’esonero di Fontana.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

Immagine di copertina dell’articolo Rosito.

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