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Cosenza, “Costruire l’alternativa”: al via il convegno organizzato da Sandro Ruotolo

Ad aprire i lavori proprio l’europarlamentare: “Abbiamo davanti a noi sfide impegnative, come vincere il referendum, se ci sarà il referendum, sull’autonomia differenziata, le scadenze elettorali in Umbria e poi in Emilia Romagna che ci impegneranno nei prossimi giorni. E’ vero, brucia la sconfitta in Liguria per una manciata di voti ma dobbiamo far tesoro delle ragioni di quella sconfitta ed andare avanti insieme perché, per battere la destra a Roma come nel Sud, dobbiamo lavorare a costruire un fronte il più largo possibile, dobbiamo aggiungere pezzi e non perdere pezzi.

convegno organizzato da Sandro Ruotolo

Abbiamo bisogno di una coalizione e di alleati solidi. Abbiamo bisogno di sporcarci le mani nel Paese reale per intercettare quell’elettorato che non è andato a votare, quel 50 per cento di elettori che non crede che il voto possa servire a cambiare lo stato delle cose.

Quell’elettorato lo dobbiamo ritrovare nelle nostre periferie, economiche, sociali, territoriali. Quel mondo di sotto ha mille ragioni nel sentirsi abbandonato, perché per troppo tempo noi siamo stati quelli della Ztl, chiusi nei nostri circoli con un partito occupato dagli eletti. Dobbiamo lasciarci alle spalle quel modo di considerare l’impegno politico.

Siete proprio voi, qui in Calabria, a dirci in concreto che partito dobbiamo essere: il partito che dice no al ponte sullo Stretto di Messina, che scende in piazza senza essere ospite ma a partecipare a pieno titolo ad una manifestazione del movimento no ponte, che si ritrova in piazza con i sindacati nelle battaglie per il lavoro, per i diritti, per la sanità pubblica.

Insomma il partito che spinge la segretaria a salire su una panchina di viale Mazzini e con un megafono dire che dobbiamo batterci per la libertà di stampa, contro l’occupazione del servizio pubblico radiotelevisivo da parte di palazzo Chigi.

Stiamo costruendo come Partito Democratico il percorso, l’idea di un rinnovamento della politica che metta al centro i bisogni della gente e si riconnetta sentimentalmente con il suo popolo.

convegno organizzato da Sandro Ruotolo

Noi ci proviamo a mettere insieme percorsi diversi, storie diverse per arricchire e discutere il programma che ci serve per battere la destra di governo, anche qui al Sud.

Consentitemi di ricordare che nel Mezzogiorno siamo maggioranza, così è stato il responso delle urne alle recenti elezioni europee. Certo le elezioni europee sono una cosa, quelle politiche un’altra, quelle amministrative un’altra ancora. Ma voglio ricordare che Partito Democratico, Movimento 5 stelle, Sinistra italiana e Verdi e le altre forze che si oppongono al governo Meloni sono, siamo maggioranza al Sud e tocca a noi consolidare questo dato e proiettarlo alle politiche e nelle prossime scadenze elettorali regionali della Campania, dove siamo chiamati a costruire il fronte progressista, la coalizione democratica. In Puglia e poi qui in Calabria. Non sarà facile ma ci dobbiamo provare. E dunque abbiamo il dovere di costruire questo fronte progressista, ambientalista, femminista. Credo molto nell’appello lanciato dalla nostra segretaria, da Elly Schlein, di coinvolgere la società civile nella costruzione programmatica del fronte progressista.

Salario minimo, sanità pubblica, e lo dico qui in Calabria, ringraziando per il suo impegno Carlo Guccione, le cui condizioni sono uno scandalo nazionale, sono le priorità come la scuola pubblica, i diritti, politiche industriali, politiche per l’abitare, transizione ecologica, dicendo chiaramente da che parte stare e chiedendo alle altre forze di opposizione al governo Meloni, di costruire insieme la coalizione che si vuole candidare alla guida del Paese. Noi ci siamo e testardamente ci muoviamo per creare le condizioni unitarie. La nostra avversaria è Giorgia Meloni e con lei saremo intransigenti. Faremmo un errore madornale a considerarci autosufficienti. Noi del Partito Democratico con umiltà dobbiamo essere il perno della futura coalizione di governo.

Anche perché l’urgenza di costruire un’alternativa è un assillo che non può essere legato solo alla campagna elettorale in questo o quel comune, in questa o quella regione.

Serve pazienza, spirito costruttivo ma soprattutto pensiero.

Sapere chi sei e chi vuoi rappresentare e’ la premessa fondamentale per radicarsi sul territorio e negli insediamenti sociali e produttivi, nelle pieghe di una società impoverita e incattivita.

L’America e la debordante vittoria di Trump ci dicono questo: la destra è un movimento mondiale capace di coniugare un messaggio ideologico potente con i ceti dimenticati e senza rappresentanza, ma anche la forza di saldare un nazionalismo regressivo con la parte più innovativa dell’industria manifatturiera ( dallo spazio all’auto elettrica). Se pensiamo a questa figura tanto poliedrica quanto inquietante di Elon Musk, la cui piattaforma social è diventata il vettore principale della vittoria repubblicana, abbiamo il dovere di interrogarci sulle nuove frontiere della libertà di informazione, della costruzione del senso comune, delle strade attraverso cui passa la nuova egemonia culturale della destra.

Servono casematte nuove per la sinistra, occorrono scelte nette per costruire un blocco sociale duraturo che riporti milioni di donne e uomini alla partecipazione politica.

Soprattutto in una Europa che invecchia e che si chiude a riccio, dove riemergono i peggiori incubi della sua storia.

Un’Europa che vogliamo autonoma e capace di riaprire una prospettiva di pace e di progresso”.

Hanno poi seguito i saluti di Nicola Irto, segretario regionale PD, Maria Locanto, Presidente del partito democratico di Cosenza e di Giuseppe Mazzucca, presidente del Consiglio comunale di Cosenza, prima del via al primo confronto, “la sfida per cambiare il Sud e governare il paese”, moderato dal direttore del Quotidiano del Sud Massimo Razzi, con numerosi altri interventi di esponenti di primo piano della politica e della società civile.

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