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Padre Fedele Bisceglia

Cosenza, è morto Padre Fedele: una vita dedicata agli ultimi

Padre Fedele non ce l’ha fatta, Cosenza perde un uomo che ha fatto tanto per gli ultimi della città

Ci sono delle persone che le reputo immortali. Per tanti aspetti: presenza, personalità, simpatia, vita. Uno di questi è Padre Fedele.

E più scrivo e più non riesco a capacitarmi. Le sue gravi condizioni di salute erano risapute: Padre Fedele è morto.

Padre Fedele Bisceglia
Padre Fedele Bisceglia

Non è riuscito questa volta a superare i problemi di salute di cui soffriva da più tempo.

Padre Fedele non è più con noi. Su questa terra che lo ha visto protagonista in chiesa, tra la gente, in uno stadio.

Casa sua, lo stadio. Amava il Cosenza calcio oltre se stesso. Amava così tanto cantare quel “maracana maracana siamo venuti fino a qua…” che lo ha reso famoso in tutt’Italia.

Perché Padre Fedele era “u monaco” conosciuto da tutte le curve d’Italia. Tanti tifosi, troppi tifosi Padre Fedele è riuscito a portarli sulla strada giusta con il dialogo, ma anche con quella leggerezza che ha in pratica rotto le barriere di quella fragilità giovanile tipica in una certa età.

Padre Fedele ha sempre amato la vita.

E le donne, ma quella violenza non l’ha mai compiuta. Perché chi ama non poteva certo compiere una brutalità di cui è stato accusato e assolto.

Soltanto la chiesa fino alla fine ha deciso dopo quel fatto di percorrere un’altra strada: quella di una punizione eterna ingiusta.

Perché non poter celebrare una messa per lui è stata la ferita che si è portata in quel letto di ospedale.

Padre Fedele ha accolto i poveri nella sua Oasi Francescana. Una rivoluzione vera e propria in un mondo pieno di egoismo e di “lasciami stare”, Padre Fedele ha subito delle ingiustizie proprio per la sua grande personalità e carisma perché e’ stato ed e’ uomo vero.

Padre Fedele nella sua vita ha sempre avuto la valigia sul letto. Perché l’Africa, la sua Africa e’ stata l’Africa di tutti noi. Con i suoi occhi abbiamo visto un altro mondo che ha avuto bisogno di lui e del suo grande servizio dato al prossimo.

Arrivederci Monaco, la sciarpa del Cosenza al tuo collo e quell’abbraccio con Marulla in cielo sarà bellissimo.

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