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Cosenza-Feralpi Salò 1-1. Le pagelle del match.

Il gol di Venturi aveva illuso il pubblico rossoblù (scarno per la verità) di poter portare a casa tranquillamente i tre punti. E invece Butic, con la complicità di Martino, riporta tutti con i piedi per terra e, alla fine, la squadra di casa dovrà quasi ringraziare di aver raccolto un punto contro gli uomini dell’ex Zaffaroni. È stato un Cosenza davvero brutto nella ripresa, incapace di interpretare uno spartito diverso, una volta bloccate le fonti di gioco primarie. E bisogna ringraziare Micai e la traversa se non stiamo qui a leccarci le ferite. Sabato prossimo si torna al Marulla contro la Reggiana prima della sosta che anticiperà lo spettacolo più atteso: il derby di Catanzaro!

Micai 6,5
Bene nelle uscite, bene nel finale sul sinistro da fuori di Martella. Sul gol di Butic è tolto dai giochi dalla sfortunata deviazione di testa di Martino.

Martino 6,5
Al di là dello sfortunato episodio sul gol di Butic, macina chilometri sulla fascia destra. Il migliore dei suoi, peccato che i cross non sempre siano precisi.

Meroni 6
Primo tempo quasi perfetto in marcatura, nella ripresa si fatica un po’ di più perché la Feralpi è più intraprendente, ma di testa le prende tutte.

Venturi 6,5
Al suo secondo gol stagionale: svetta bene di testa sul cross del solito Caló, prendendo il tempo alla difesa lombarda. Poi la solita partita tutta grinta con qualche sbavatura.

Fontanarosa 6
Nel primo tempo limita abbastanza bene le incursioni di Felici che, nella ripresa sembra invece inarrestabile. Trova anche modo di arrivare al cross e per poco non provoca un’autorete.

Caló 5-
Partita decisamente sottotono. Probabilmente senza l’infortunio di Praszelik sarebbe partito ancora dalla panchina. Suo l’assist per il gol di Venturi ma, si sa, il piede è buono. Per il resto gli avversari bloccano tutte le sue giocate concedendogli solo qualche lancio, spesso sbagliato.

Voca 6-
Arretrato in mediana si fa sentire in fase di recupero. Poi nella ripresa chiede il cambio e scende definitivamente la notte nel centrocampo rossoblù.

Marras 6
Gran giocata intorno al ventesimo al limite dell’area che costringe l’avversario a fermarlo con le cattive. Dal calcio di punizione nascerà il vantaggio dei suoi. Caserta decide di sostituirlo a inizio ripresa: non era la sua migliore partita ma non sembrava tra i peggiori.

Tutino 5
Qualche calcio di punizione guadagnato con astuzia e mestiere. Per il resto completamente annullato.

Florenzi 5
Caserta aveva detto di aver finalmente rivisto, in settimana, il Florenzi dell’anno scorso. Purtroppo in partita non l’abbiamo visto. Lento, arruffone e poco concreto.

Forte 5
Nella ripresa prova a inventarsi un colpo di tacco al volo in anticipo su un cross di Martino. Poco, decisamente poco. Tanti palloni persi e tante sponde sbagliate.

Caserta 5
Un Cosenza così disordinato non lo avevamo mai visto nella sua gestione: palle perse, poche trame, totale confusione. Non aiutano nella ripresa i suoi cambi; anzi alcune scelte sembrano decisamente difficili da interpretare: perché Marras fuori così presto? Perché Crespi esterno destro? Bisogna trovare presto un alternativa al solito spartito altrimenti si diventa imprevedibili.

Mazzocchi 5
Prima a sinistra, poi a destra, quindi al centro dietro a Tutino. Questo continuo girovagare per il campo non l’aiuta e il suo apporto risulta quasi nullo.

Zuccon 5
Entra al posto di Voca ma sembra trascinarsi in campo. Sempre in ritardo, è il lontano parente del giocatore della prima parte di campionato. Serve rimettere minuti nelle gambe.

Canotto 5
Parte a sinistra, poi fa un giretto a destra, prima di ritornare sulla corsia mancina. Qualche spunto, un mezzo tiro ciabattato, ma da Gigi ci aspettiamo la giocata di qualità, quella che decide la partita.

Crespi 5
Insufficienza da condividere con Caserta: non si può sacrificare una prima punta come lui sulla corsia esterna a far legna e magari crossare. Non sono queste le sue caratteristiche e si vede.

Rispoli sv
Dentro nei dieci minuti finali per aggiungere spinta ad una squadra appannata.

A cura di Luca Aiello.

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