Rispetto al primo film che tratta l’incontro con Eva Kant e il secondo che si concentra sulla rivalità con l’ispettore Ginko, questo terzo lavoro scava molto sulle origini di Diabolik e sul passato con King sull’isola.
Certo, raccontare la sua storia è fondamentale. Questo è un numero che ci piaceva molto e volevamo portarlo sul grande schermo. Durante il film Diabolik spiega appunto da dove ha preso il suo nome e il luogo da cui è partito. Il resto rimane ancora un mistero perché il Re del terrore deve restare misterioso.
Perché voi Manetti Bros avete voluto fare Diabolik?
Diciamo che Diabolik per noi è sempre stato una grande passione. Quando siamo diventati registi abbiamo pensato che sarebbe stato perfetto da portare al cinema, soprattutto perché tra i fumetti italiani è quello che realmente è ambientato in Italia, con la città di Clerville che rappresenta tutto il territorio settentrionale. Infatti è stato creato a Milano dalle sorelle Giussani. Mentre gli altri fumetti come Tex o Dylan Dog sono ambientati in America o a Londra. Quindi erano difficili da portare al contrario di Diabolik.
Lo porterete all’estero?
Assolutamente, è stato venduto in tanti paesi esteri e uscirà anche negli Stati Uniti, ma aspettano la trilogia completa. Usciranno in date ravvicinate, possiamo dire che Diabolik sta piacendo molto a livello internazionale.
Tornerà ‘’ L’ispettore Coliandro’’?
Coliandro in questo momento purtroppo ha avuto uno stop. Senza Giampaolo Morelli non si può fare. Ora oltre l’attore sta facendo anche il regista e adesso non c’è il tempo libero sufficiente da parte di entrambi per tornare a lavorarci, ma lo troveremo prima o poi e si rifarà presto spero.
Le è piaciuta Cosenza? Ha avuto modo di visitarla? Cosa ne pensa della città?
Sono molto contento di essere qui. Noi siamo per metà calabresi, visto che nostra madre è di Palmi. Veniamo in Calabria da quando siamo nati. Qua ci siamo sempre passati senza poterla però mai visitare, l’anno scorso invece abbiamo fatto delle riprese sull’isola di Dino a Praia, quindi ho potuto conoscere meglio Cosenza e mi ha stupito perché è una città viva, di cultura e con un centro storico bellissimo. Voglio conoscerla ancora di più!


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