Nasce a Preganziol (TV) l’8 febbraio 1956. Ex calciatore, detiene con Alberto Zaccheroni, tra l’altro ex allenatore rossoblù , l’invidiabile record di aver conseguito tre promozioni consecutive alla guida del Treviso portando il club veneto, tra il 1994 e il 1997, dalla serie D alla serie B.
Nell’autunno del 2004 viene richiamato a Treviso, con la squadra all’ultimo posto in classifica. A fine anno, grazie a una splendida rimonta, il Treviso si piazza al 5°posto e disputa i play-off promozione perdendo contro il Perugia.
In estate arriverà la prima promozione in serie A a seguito del fallimento del Torino.
Raggiunge l’apice della sua carriera alla guida del Chievo Verona ottenendo una storica qualificazione ai preliminari di Champions League.
Salito in sella per il rush finale della stagione 2017/2018 sulla panchina del Pescara, contribuisce alla salvezza degli abruzzesi venendo riconfermato per l’anno successivo che si conclude con l’approdo alla semifinale play-off, persa con l’Hellas Verona.
In serie B Pillon ha disputato fin ora 374 partite ottenendo 118 vittorie, 108 pareggi e 148 sconfitte. Il modulo più utilizzato dall’allenatore nel corso della sua carriera è il 4-3-3.
Il destino lo lega per ben 3 volte a Piero Braglia: nel 2015 quando, scendendo di categoria, prende il suo posto in lega pro, andando ad allenare il Pisa, nel 2017 quando sostituirà Braglia alla guida dell’Alessandria ed ora, per tentare una rimonta, che potrebbe essere storica, alla guida del Cosenza.
Nel 2009 Pillon fu al centro di un vero e proprio caso. Durante la partita Ascoli-Reggina con il risultato di 0-0 il difensore Valdez (Reggina) si procura uno stiramento e cerca invano di gettare in fallo laterale il pallone.
Se ne imposessa invece il giocatore dell’Ascoli Sommese che prosegue l’azione fino a servire ad Antenucci il pallone per la rete dell’Ascoli, con i giocatori ascolani immobili.
Seguirono momenti concitati con una vera e propria rissa in campo e ben 6 minuti di interruzione a quel punto l’allenatore dell’Ascoli, Bepi Pillon, ordinò ai suoi giocatori di far pareggiare la gare alla Reggina. La partita terminò con un 3-1 proprio della Reggina contro l’Ascoli. Ma il gesto di autentico Fair-Play di Pillon è rimasto storico.
A cura di Valentina Mitidieri
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