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Cosenza: prima i fatti e poi le parole

Cosenza: prima i fatti e poi le parole

Una conferenza organizzata per lo più in fretta e furia con l’anticipazione il giorno prima che si sarebbe data quanto meno una spiegazione a tutto ciò che pare sia successo dietro le quinte di questo mercato ormai finito.

Ma pensandoci bene: cosa è successo di così clamoroso? Questa più o meno è stata la domanda retorica e sottintesa di Stefano Trinchera che ha da subito messo le mani avanti su quello che è successo. Le enormi polemiche, accuse ed (esagerati) insulti, hanno creato un clima troppo caldo a Cosenza. I tifosi sono divisi: c’è chi vorrebbe che il presidente andasse via, che Trinchera stesso si dimettesse, chi avrebbe voluto un attaccante di categoria, per altri ancora questa squadra è da serie D. Più volte abbiamo ribadito quanto questa società si sia persa nelle piccole cose e l’organizzazione per alcuni aspetti non sia delle migliori ma, come sempre, tempo al tempo. Il tempo sa essere galantuomo se vuole.

Cosenza: prima i fatti e poi le parole - Braglia e Trinchera
Cosenza: prima i fatti e poi le parole

E poi, la frase di Stefano Trinchera che ha fatto scatenare ulteriore polemica: “Cosenza non è una piazza conosciuta”.

Molti l’hanno interpretata quasi come fosse un offesa ma, diciamo le cose come stanno: tra un Cosenza appena promosso ed una squadra più rinominata voi chi scegliereste? E’ questo che il ds Trinchera ha voluto sottolineare. Altro che offesa. Purtroppo siamo ancora matricole che si stanno abituando al calcio che conta e, se ci sono voluti 15 anni per tornarvici, se necessario ne basteranno altri 15 per volere qualcosa in più.

In conferenza, durata più di un ora, si è parlato di tutto: di avversarie che hanno ritirato i propri giocatori, di problematiche varie ma soprattutto dalla grande voglia di prendere un centravanti. Considero non rispettoso volere fortemente un attaccante dopo che sono stati piazzati colpi importantissimi come il ritorno di Baez e Sciaudone e profili ancora da valutare come Machach, Greco e Lazaar. Oltre a quelli già in rosa naturalmente.

Errare è umano, così come la delusione che è dettata puramente dall’amore per questa squadra. Un amore che, nonostante tutto, non deve smettere di esistere. Perché se siamo sopravvissuti alla grande figuraccia post Cosenza-Verona, la notizia di un attaccante non preso (per adesso), è solo una briciola di una grande torta.

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