Gli avvocati Chiara Penna e Pasquale Pisani hanno svolto un’indagine difensiva secondo la quale le falle dei sistemi di sicurezza risalirebbero addirittura al 2016.

Una tesi contestata da I Greco , proprietari della struttura che hanno a loro volta accusato la famiglia della piccola. Secondo la clinica, la signora Chiappetta, mamma di Sofia, era stata istruita sulle procedure da seguire e sulle puericultrici autorizzate alle visite. Da noi contattata l’avvocato Chiara Penna ha detto che “entreremo nel merito nelle sedi preposte. Per il resto che c’è da commentare? Per caso vogliono delle scuse per il trambusto creato?”.
Secondo i legali della famiglia il rapimento lampo di gennaio fu causato da una alcuna nei sistemi di sicurezza e avrebbe provocato traumi persistenti ai genitori. Una tesi che I Greco, proprietari della clinica, respingono, affermando che la signora Chiappetta sarebbe stata imprudente, affidando la figlia a Rosa Vespa che non aveva alcun segno di riconoscimento come puericultrice. Uno scontro che durerà in tribunale.
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