E’ finito il rumore del si e del no. Domani finalmente si vota. Gli elettori delle città di Cosenza, Rende e Castrolibero si dovranno pronunciare su un referendum che ha lasciato troppo livore.

La politica ha cercato di mettere un cappello sul si e sul no e si è scaduti nell’eccesso sui social con “tifoserie” opposte che non servono a snellire ancora dei dubbi che magari sono rimasti ai cittadini. Si è pensato di più a cercare di capire le carte nascoste dai politici: da una parte quelli del si “vogliono a tutti i costi il si perché si deve candidare di nuovo Mario Occhiuto”, quelli del no invece sono e restano sulle loro posizioni “per salvare le poltrone da sindaco e incarichi dei rispettivi comuni”.
Normale che la voce grossa del no l’hanno fatta i comuni di Castrolibero e Rende. Con Orlandino Greco e Sandro Principe che hanno guidato il popolo in una rivolta garbata, non gridata e piena di sentimento. Ai due questo va riconosciuto. Perché l’amore che entrambi hanno messo per amministrare queste due comunità non si discute, ma siamo nel 2024 e il cittadino che vota “si” è adrenalinico. Perché dopo quasi 30 anni di chiacchiere (io ne ho 51 e quindi vado a memoria…) finalmente al cittadino viene data la possibilità di dire la sua su una realtà che è sotto gli occhi di tutti (urbanisticamente parlando di Rende e Cosenza è cosi..).
E su questo devo fare i complimenti a chi ha portato avanti con forza questo progetto ambizioso. I nomi dei consiglieri regionali Pierluigi Caputo e Luciana De Francesco vanno fatti. Si o no, le amministrazioni di Cosenza, Rende e Castrolibero devono iniziare seriamente in ogni caso a pensare ad un percorso di servizi comuni. Perché l’occasione esiste. E’ un momento storico importante e bisogna sfruttarlo. Sognare in grande si può che sia un si o che sia un no… Buon voto a tutti.
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