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Cosenza, Rotary Club Sette Colli: l’incontro su longevità, genetica e sindrome di Down

Successo per l’incontro scientifico a Rende con gli esperti di Unical e La Sapienza. Al centro del dibattito anche lo studio sulla sindrome di Down e l’Alzheimer.

Grande partecipazione e vivo interesse per il Caminetto promosso dal Rotary Club Cosenza Sette Colli sul tema Invecchiare in salute. Dalla genetica della longevità alla sindrome di Down”, svoltosi presso l’Hotel San Francesco di Rende. L’iniziativa, già presentata come un momento di approfondimento scientifico e divulgativo dedicato alla longevità in buona salute, ha confermato pienamente le aspettative, richiamando un vasto e qualificato uditorio composto da autorità e soci rotariani, rappresentanti di associazioni e numerosi cittadini interessati ai temi della prevenzione, del benessere e della salute lungo tutto l’arco della vita.

Dopo i saluti istituzionali della Dott.ssa Agata Mollica, Presidente dell’Ordine dei Medici di Cosenza, e di Vincenzo Divoto, Presidente del Rotary Club Cosenza Sette Colli, l’incontro è entrato nel vivo con gli interventi dei due autorevoli relatori invitati. 

Il Prof. Giuseppe Passarino, Professore Ordinario di Genetica presso l’Università della Calabria, ha sviluppato il tema “Comprendere la biologia dell’invecchiamento per una longevità in buona salute”. Nel suo intervento ha guidato il pubblico in una riflessione sui meccanismi biologici e genetici che incidono sui processi dell’invecchiamento, evidenziando come la longevità non debba essere intesa semplicemente come aumento degli anni di vita, ma come capacità di conservare il più a lungo possibile salute, autonomia, efficienza fisica e lucidità mentale. Particolare attenzione è stata dedicata ai fattori che possono contribuire a un invecchiamento positivo, con riferimento non solo alla componente genetica, ma anche all’ambiente, alla prevenzione e alle scelte quotidiane.

A seguire, il Prof. Eugenio Barone, Professore Ordinario di Biochimica presso l’Università La Sapienza di Roma, è intervenuto sul tema “La sindrome di Down come modello di invecchiamento accelerato e malattia di Alzheimer”. La sua relazione ha offerto un approfondimento di grande interesse scientifico sul rapporto tra sindrome di Down, invecchiamento cerebrale e processi neurodegenerativi, mostrando come lo studio di alcune condizioni caratterizzate da un invecchiamento precoce possa contribuire a comprendere meglio i meccanismi biologici associati al declino cognitivo e alla malattia di Alzheimer. L’intervento ha saputo coniugare rigore scientifico e chiarezza divulgativa, rendendo accessibili al pubblico temi complessi e di forte attualità.

Nel corso dell’incontro è emerso con forza come la longevità in salute dipenda da un insieme di fattori tra loro collegati. Decisivi risultano gli stili di vita, una corretta alimentazione, con particolare riferimento alla dieta mediterranea, la pratica regolare dello sport, la qualità del sonno e la necessità di mantenere il cervello attivo, attraverso relazioni sociali, curiosità, apprendimento continuo e partecipazione alla vita comunitaria. Molto apprezzata anche l’interazione con la sala, che ha reso l’incontro non solo un momento di ascolto, ma anche di confronto aperto. Le domande e gli interventi del pubblico hanno confermato l’interesse suscitato dai temi trattati e la capacità dei relatori di avvicinare la comunità a questioni scientifiche di grande rilevanza per la vita quotidiana.

Le conclusioni sono state affidate a Pierluigi Fava, Assistente del Governatore del Distretto Rotary International 2102, che ha richiamato la missione del Rotary International e il valore dell’impegno rotariano al servizio della comunità. Nel suo intervento conclusivo, Fava ha fatto riferimento alle aree di intervento del Rotary e all’importante contributo offerto nel tempo in ambiti fondamentali per la salute pubblica, tra cui l’impegno nelle campagne di vaccinazione.

Con questa iniziativa, il Rotary Club Cosenza Sette Colli conferma la propria attenzione verso la promozione della cultura scientifica, della prevenzione e del benessere della persona, interpretando pienamente lo spirito del servizio rotariano e il motto “Uniti per fare del bene” scelto per l’Anno Rotariano 2025/26. Il caminetto si è rivelato un appuntamento particolarmente riuscito: interessante, partecipato e utile, capace di lasciare nei presenti una consapevolezza importante, ovvero che invecchiare bene non dipende soltanto dalla genetica, ma anche dalla prevenzione, dalle scelte quotidiane e dalla capacità di continuare a coltivare relazioni, interessi e responsabilità verso se stessi e verso gli altri.

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