Sabato 25 novembre 2017 probabilmente rimarrà nel mio personale calendario da tifoso, come una delle date più brutte da ricordare. Da tifosi rossoblu, qualcuno mi ricorda che in fondo “siamo nati per soffrire”, ne abbiamo viste tante: dalle X sui calendari, ai fallimenti di società inesistenti, dalle trame del palazzo, passando poi per amare retrocessioni e mancate promozioni sfumate all’ultimo secondo. Ma mai come in questa stagione si sta assistendo, personale parere, ad un teatrino di bassissimo livello dove gli unici amari protagonisti impotenti siamo proprio noi tifosi.
Eppure la partenza lasciava presagire, almeno agli occhi meno attenti, e a chi come me da tifoso crede sempre che ogni stagione sia quella giusta, un’annata diversa, magari non fatta tutta di “ricchi premi e cotillion” ma, almeno, si auspicava di assistere ad una serena cavalcata verso i playoff magari contornata da qualche “esaltante” vittoria. Invece stiamo passivamente assistendo ad una lenta agonia in attesa di un ennesimo, e non meglio precisato, “cambio di rotta” a gennaio dove, parole degli addetti ai lavori, un pullman partirà ed un altro arriverà.

Ennesimo cambio di rotta, identico, nelle sue motivazioni, a quelli che puntualmente, da sette stagioni a questa parte, abbiamo assistito nell’evolversi “tecnico” di questa squadra: 6/7 direttori sportivi (o presunti tali), 8 allenatori, oltre 160 giocatori tesserati, nessun giovane del settore giovanile stabilmente impiegato in prima squadra, nessuna “monetizzazione” dei calciatori tesserati (vedi Frattali e La Mantia giusto per citarne 2), e sono stati tantissimi, che hanno calpestato il “già” manto erboso del “Marulla”. Dico questo per significare che lo scempio di oggi (giocatori privi di motivazione, un gruppo inesistente, uno stadio fatiscente e una evidente confusione nei ruoli e nella gestione) non può essere considerato solo figlio di quanto fatto o non fatto ad agosto.
Certo ci viene da chiederci, come più volte già fatto, con quale logica si è operato atteso che la rosa costruita non solo non ha prodotto risultati con Fontana ma non ne produce neanche con il “normalizzatore” Braglia. Ma gravissimo errore sarebbe non porci un’altra e ben più significativa domanda: con quale logica opera ed ha operato in questi anni la società del presidente Guarascio? Qual è il programma, sempre che ne esista uno, che questa società ha inteso portare avanti in questi lunghi 7 anni? E soprattutto qual è il progetto futuro del sodalizio rosso blu? I soliti noti ci verranno a raccontare la triste e noiosa favoletta della regolarità dei conti, del puntuale pagamento degli stipendi (come se poi un datore di lavoro “regolare” fosse un’eccezione e non la regola), dei tradimenti dei vari direttori e delle regole di mercato blindate. Sinceramente tutte queste banali scuse non reggono più: ciò che è evidente è che non vi è alcun interesse a costruire un progetto futuribile, alcuna base tecnica di rilievo è stata costruita in questi anni nei quali ci si è soltanto preoccupati di evitare qualsiasi “sforamento di budget” trovando, in questo senso, una facile via nello smantellare e rifare ogni volta.

Allora inutile chiedersi come è possibile che i calciatori non trovino “affezione” alla maglia se l’aria che si percepisce è questa, se l’allenatore ben 2 mesi prima del mercato già ti comunica che sarà tutto cambiato, se la società in tutto questo resta silente e ferma sul suo “Aventino” ad assistere senza colpo ferire a questa lenta ed inesorabile agonia calcistica. Allora oggi sarò io a fermarmi e riflettere: dopo 37 anni di passione e sacrifici (pioggia, sole, vento o neve, serie B C o D, promossi o retrocessi) sabato scorso ho scelto di andare nuovamente sui gradoni rinunciando, gravemente, ad assistere ad una partita che vedeva protagonista mio figlio. Ed alla fine ne sono uscito sconfitto 2 volte: prima da tifoso e poi da padre. Ciò non avverrà mai più, almeno fino a quando qualcuno mi farà capire che finalmente sulle sponde del Crati si ritorna a parlare di calcio seriamente. Sino ad allora….beh il mio abbonamento è pagato quindi avrete i miei soldi ma non avrete più la mia passione, quella la dedicherò a chi veramente la merita regalandomi almeno l’illusione di un futuro di passione.
Antonio Pallo o Kaiser Soze, tanto la storia non cambia.
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