Il Coordinamento Progetto Meridiano denuncia l’assenza di una pianificazione lungimirante nell’area del Crati.
L’elevata situazione di rischio alluvione che l’area del Crati sta vivendo nelle ultime 48/72 ore non è una casualità.
Già molto prima della pandemia, la nostra Associazione denuncia la perdita di centralità del fiume all’interno dell’ecosistema urbano, proponendo il modello di Bioregione urbana. L’assenza, infatti, di una visione e soprattutto di una pianificazione che tenga conto della complessa interazione tra aree urbane, rurali e naturali sta svuotando di significato il concetto di gestione del territorio. L’impegno da parte dai vari enti di governo nei confronti del cambiamento climatico fa “acqua da tutte le parti” in quanto ricorre a misure rimediali ed emergenziali obsolete. Non è sufficiente una pulizia sporadica e stagionale degli argini né le ordinanze prefettizie e sindacali per la chiusura degli istituti scolastici al fine di evitare conseguenze peggiori.
lo diciamo anche per non trovarci impreparati rispetto a condizioni climatiche di questo tipo. Bisogna investire risorse e attenzioni importanti con un approccio multidisciplinare. Una manutenzione sporadica e operata male come le spianate con le ruspe non risolvono problemi ma li amplificano. Il Comune ha fatto manutenzione nel fiume e la ditta preposta ha usato le ruspe spianando in modo indiscriminato il terreno; quando Il fondo del fiume viene appiattito così brutalmente, distrugge la biodiversità e gli habitat vitali per pesci, macroinvertebrati e organismi acquatici. Inoltre, rimuovendo ostacoli naturali come massi, ghiaia e vegetazione, l’acqua scorre più velocemente. La velocità maggiore aumenta l’energia distruttrice del fiume, elevando il rischio di inondazioni a valle. Le Amministrazioni, invece, dovrebbero individuare una diversa combinazione di strategie in base ai tipi di rischio, ai valori del contesto e alla sensibilità e alla capacità organizzativa delle istituzioni, puntando sul miglioramento del sistema di governance del territorio.
Siamo d’accordo con chi afferma, come il nostro amico Paolo Veltri che con coraggio e spirito attivista sta monitirando la situazione, che bisogna investire sul territorio e sulla questione idrogeologica tutte le risorse possibili e non sperperarle su grandi opere spesso inutili ma che soddisfano interessi milionari di parte.
Coordinamento Progetto Meridiano

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